Conte-bis, no aumento Iva e flessibilità sui vincoli Ue

03 set 2019

Si parte dalla prossima legge di bilancio che dovrà evitare l'aumento dell'IVA che altrimenti scatterebbe a gennaio e che sarà orientata alla crescita, con l'intenzione di chiedere a Bruxelles margini per la spesa e superare quella che viene definita eccessiva rigidità dei vincoli europei. È il primo punto della bozza di programma di quello che dovrebbe essere il Governo Conte bis e tutto fa pensare che, se ci sarà un esecutivo 5 Stelle-Pd, il deficit sarà al centro della trattativa fra Italia ed Europa nei prossimi mesi. Ma nel documento, poco più di un elenco con pochi dettagli, ci sono molti altri punti che riguardano l'economia. Vediamo i principali. L'intenzione di ridurre le tasse sul lavoro, cioè un cuneo fiscale più leggero. C'è poi l'introduzione del salario minimo orario. Pentastellati e democratici nei mesi scorsi hanno presentato proposte differenti. Si parla poi del Green New Deal, cioè un importante piano di investimenti per tutelare l'ambiente. Sul piano fiscale si annuncia di voler combattere chi non paga le tasse, rafforzando le pene contro i grandi evasori, ma anche di rivedere gli sconti, cioè le detrazioni fiscali e di ridurre gli sprechi nella spesa pubblica. Compare anche la Web Tax per costringere le multinazionali a versare le imposte che dribblano nel nostro Paese e si fa esplicito riferimento all'autonomia regionale, con l'obiettivo di non creare disparità territoriali, ma anche di interventi per rendere più vivibile Roma. Nella bozza di programma manca, come prevedibile, un riferimento alla Flat Tax, il taglio delle tasse voluto dalla Lega. Nessun accenno alle pensioni e in particolare a Quota 100. Sulle concessioni autostradali poi si legge di un avvio di revisione, come auspicato dal Pd e non di una revoca, come voluto dai 5 Stelle. Ma, come detto, il documento non entra nei particolari e così non si trova alcun indizio su alcuni temi caldi come TAV e trivelle petrolifere.

pubblicità