Coronavirus, Cina taglia dazi su prodotti Usa

07 feb 2020

Se sul fronte dei mercati i timori per l'emergenza legata al coronavirus sembrano affievolirsi, anche grazie alla decisione di Pechino di dimezzare i dazi su alcuni beni provenienti dagli Stati Uniti per un valore di 75 miliardi dollari, l'estendersi del contagio continua a gettare la sua ombra sull'economia globale, a partire dal commercio, passando per l'industria, il turismo, la moda. A sottolinearlo anche la Presidente della BCE, Christine Lagarde. “Le incertezze legate all'impatto del coronavirus - ha detto - sono una fonte di preoccupazione” aggiungendo, però, che, se le pandemie hanno una tendenza a colpire le economie, quando vengono arginate c'è un rimbalzo verso l'alto. Difficile, al momento, calcolare l'impatto. L'agenzia di rating Moody's per ora ha lasciato inalterate le sue stime di crescita del PIL cinese, ma l'economia del Dragone verrà colpita - ha scritto - dalla riduzione delle spese dei consumatori sui trasporti, sul commercio al dettaglio, sul turismo. Ogni giorno nuovi segnali chiariscono cosa comporti l'isolamento del Dragone, che, a differenza dei tempi della SARS, oggi vale quasi un quinto dell'economia globale. L'impatto sulle fabbriche in molte regioni chiave della Cina manifatturiera continua a peggiorare. Si pensi solo all'auto con le chiusure prolungate degli stabilimenti cinesi di Toyota e Honda. Dopo la comunicazione di Nike che ha affermato che il suo business risentirà molto del coronavirus, arriva quella di Tesla. Il gruppo che produce auto elettriche comunica ritardi nelle consegne della Model 3. Anche Fca ha fatto sapere che, se la situazione continua a peggiorare, la carenza di componenti potrebbe fermare uno stabilimento in Europa nelle prossime settimane. Secondo Standard&Poor's, le misure prese per frenare la diffusione del coronavirus colpiranno la catena globale di rifornimento dell'industria automobilistica e metteranno fine alle speranze di ripresa del comparto in Cina. Altro settore che sarà colpito è il turismo: solo per l'Italia i danni potrebbero ammontare a più di un miliardo e mezzo di euro e a 13 milioni di presenze in meno, sostiene Assoturismo, ma altre stime quantificano le possibili perdite per il settore nel nostro Paese in 4 miliardi e mezzo per tutto il 2020.

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