Coronavirus, LVMH produce igienizzanti e mascherine

20 apr 2020

Veloci nella risposta, tanto quanto il diffondersi della pandemia. Interi stabilimenti convertiti per la produzione di mascherine. Le unità di profumi e cosmetici trasformati in laboratori per la produzione di gel igienizzante. Donazioni in denaro, ma anche di importanti strumenti diagnostici e poi l'organizzazione di una complessa macchina per reperire direttamente in Cina milioni di dispositivi di sicurezza da far arrivare in Europa. Il colosso francese della moda e del lusso LVMH, risponde all'emergenza coronavirus con azioni concrete. Il gruppo intanto è stato capace di fornire circa 40 milioni di mascherine, oltre a 10 milioni, ovviamente, donate. Ma tutto questo non è semplicemente un gesto, di fatto la vera capacità del gruppo è stata quella di rendersi disponibile al 100% mettendo a disposizione le proprie strutture di acquisto basate in Cina, da dove provengono prevalentemente la maggior parte degli acquisti di questo materiale sanitario, in particolare grazie all'equipe Dior parfum di acquisto per negoziare, per acquistare e per supportare sostanzialmente tutta la fase logistica di trasporto di questo materiale. Dai profumi agli atelier di moda, a mobilitarsi sono stati tutti i grandi marchi del gruppo francese ovunque nel mondo. E in particolare alla capacità delle fabbriche della nostra divisione profumi e cosmetici, quindi parfum Christian Dior, Guerlan, ma anche Bulgari, sono stati tra i primi a convertire le proprie produzioni per riuscire ad arrivare a una produzione consistente di gel igienizzante. Arrivare per poi alla moda con i propri atelier in grado di instaurare una serie di relazioni industriali per la produzione di camici, soprascarpe, mascherine diciamo particolari. C'è stata una mobilitazione direi da parte di quasi tutti i 70 e oltre marchi che oggi il gruppo LVMH rappresenta, devo dire un impegno sociale estremamente importante. In Italia, nel cuore della zona rossa, Lodi, Bulgari, in collaborazione con industrie cosmetiche riunite, ferma la produzione delle sue fragranze e riadatta parte degli impianti alla creazione di gel disinfettante, ogni giorno, in questo stabilimento si producono 6000 bottigliette e si proseguirà fino ad emergenza finita, ma impegnarsi sono stati anche Loroiana, Fendi, Acqua di Parma e Cova. La parte francese, quindi l'headquarter sostanzialmente del gruppo, ha avuto una mobilitazione importante, ma direi che l'Italia con i propri brand non si è assolutamente tirata indietro ed ha giocato fino in fondo la sua parte in modo importante. Adesso si guarda alla fase due, tra sanificazione degli ambienti incentivo allo smart working, sufficiente dotazione di dispositivi di sicurezza, il gruppo LVMH è pronto a ripartire in totale sicurezza.

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