Covid, il rapporto annuale dell'Inps

29 ott 2020

Oltre 1.000 euro in meno in busta paga, a tanto in media ammonta la perdita subita in quattro mesi da un operaio o un impiegato in cassa integrazione a causa dell'epidemia. A calcolarlo è l'INPS, che nel suo rapporto annuale fa un bilancio degli effetti dell'emergenza sanitaria sul welfare. Una serie di interventi, dai vari bonus a imprese e lavoratori, passando agli aiuti alle famiglie, per i quali finora si sono spesi circa 50 miliardi di euro, dei quali oltre 26 erogati dall'Istituto di previdenza, a più di 14 milioni di italiani. Tra le misure, una delle principali è la cassa integrazione nella sua formula allargata. Ha interessato 6 milioni e mezzo di dipendenti, evitando, insieme al blocco dei licenziamenti - ha detto la ministra del lavoro Nunzia Catalfo - che la disoccupazione salisse al 25%. Un sostegno che ha generato anche polemiche per i ritardi e per chi l'ha chiesta, come ha ricordato il presidente dell'Inps Pasquale Tridico. “Su circa 552 mila aziende che hanno utilizzato almeno un'ora di cassa integrazione, quasi 189 mila, ovvero il 34%, non ha subito riduzioni di fatturato”. Gli aiuti statali, stima l'Inps, hanno evitato a 300 mila italiani di arrivare sull'orlo della povertà. Un rischio evitato grazie anche al reddito di cittadinanza - da migliorare, secondo Tridico, soprattutto sul versante della ricerca del lavoro - e a quello d'emergenza varato con la pandemia. Per quanto riguarda le pensioni, con Quota 100, che probabilmente non ci sarà più dal 2022, il numero uno dell'Inps propone di facilitare l'uscita in anticipo dal lavoro soprattutto a chi ha iniziato la carriera molto presto e a chi svolge impieghi usuranti. Per i giovani, sostiene infine il presidente dell'Inps, occorrerebbe stabilire una soglia minima dell'assegno in modo da evitare pensioni troppo basse.

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