Crisi '29, come iniziò la Grande Depressione

28 ott 2019

Quando il toro corre nel polverone è difficile vedere con chiarezza i pericoli. I trader più navigati di Wall Street lo ripetono spesso: se gli indici schizzano come treni è facile farsi prendere dall'euforia e dimenticare quanto volubile possa essere la Borsa. Anche i broker che negli anni Venti navigano tra i fasti dell'età del jazz lo sanno, eppure la crisi sembra lontana. Il boom alimentato dalla ricostruzione dopo la fine della Prima guerra mondiale corre sui fili della rete elettrica e la neonata industria automobilistica. Tra il 1925 e il 1929 si diffonde la febbre dei consumi e degli investimenti; speculazioni immobiliari e finanziarie gonfiano il New York Stock Exchange, che raggiunge volumi di scambi senza precedenti e fuori controllo. Per scommettere in Borsa 100 dollari basta averne in tasca 10; il resto in pratica è a prestito. Così, quando la tensione dei tassi di interesse diventa eccessiva e i prezzi delle materie prime raggiungono livelli insostenibili, è ormai troppo tardi per capire che il toro si è fermato. È il grande crash; il panico a Wall Street si scatena. Dopo qualche avvisaglia nei giorni precedenti, il 28 ottobre del 1929 una pioggia di vendite che porta l'indice principale a perdere il 13%. Il giorno successivo, martedì 29, il copione si ripete e la caduta è del 12%. È il prologo finanziario della grande depressione; a scommettere sui listini è stato una grande quantità di nuovi ricchi e piccoli investitori. Il crac, in pratica, trascina tutti nel baratro: la grande industria, da quella siderurgica a quella del mattone, è costretta a chiudere i battenti. Nelle fabbriche non c'è più lavoro e milioni di persone in tutto il mondo finiscono per strada. Per l'America è uno dei periodi più lunghi di recessione economica. Dura 43 mesi. La produzione industriale crolla e coinvolge tutta Europa, spianando la strada ai regimi autoritari e al nazismo di Adolf Hitler. Per risollevare le sorti bisogna attendere il New Deal e la politica economica interventista avviata dal Presidente Franklin Delano Roosevelt, ma il purgatorio per Wall Street durerà più a lungo. Il Dow Jones impiegherà 30 anni per tornare al valore, al netto dell'inflazione, precedente al Martedì nero.

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