Crisi aziendali: ipotesi soluzione di Stato per Ex Ilva e Alitalia

12 nov 2019

Sono giorni decisivi questi di novembre per risolvere due delle crisi aziendali più pesanti tra le quasi 160 in corso. Per Alitalia le offerte vincolanti vanno presentate entro il 21 novembre, per l'ex Ilva, invece, non ci sono ancora incontri fissati, ma potrebbero avvenire in settimana con Arcelor Mittal, che ha annunciato la volontà di recedere dal contratto di affitto e ha depositato gli atti in tribunale. In entrambi i casi la soluzione potrebbe essere l'arrivo, o meglio il ritorno, in forme e percentuali diverse dello Stato. Tra le ipotesi che vengono fatte per l'ex Ilva c'è un intervento della Cassa Depositi e Prestiti, controllata dal Ministero dell'economia. Il Ministro Gualtieri ha escluso una nazionalizzazione ma ha aperto a un intervento della Cassa. Del resto due anni fa la Cdp aveva già partecipato, in cordata con Jindal e Del Vecchio, alla gara per l'acquisizione dell'acciaieria, poi vinta da Arcelor Mittal, ma la situazione e anche le prospettive erano diverse. Ora, si fa notare, lo statuto che impone di investire in aziende in equilibrio finanziario e che abbiano prospettive di redditività, sembrerebbe escludere una simile ipotesi. Quanto ad Alitalia, l'intervento dello Stato sembra già una strada fissata nel piano che sta mettendo a punto Ferrovie dello Stato, si prevede infatti una partecipazione del Ministero dell'economia che avrebbe una quota del 15%. Le stesse FS, totalmente pubbliche, parteciperebbero con il 37,5% del resto, sono stati i soldi pubblici, a tenere finora a galla la compagnia con prestiti per 1,3 miliardi di euro. L'ultimo da 400 milioni è arrivato con il decreto fiscale, senza i quali i commissari non avrebbero avuto le risorse per far volare gli aerei.

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