Da Irpef a lavoro, come potrebbe cambiare il fisco

18 feb 2021

Quella del fisco è una delle riforme in grado di cambiare il Paese e allo stesso tempo una delle più complicate. Nell'annunciarlo il premier Draghi ha messo alcuni punti fermi: serve una riforma complessiva che riequilibri tutto il sistema. Niente interventi spot su una o l'altra tassa, il cardine sarà la riforma dell'IRPEF, l'imposta sul reddito andrà semplificata mantenendo la progressività, niente flat tax dunque, per arrivare a far pagare di meno ai contribuenti. Inoltre, come per ogni nuovo Governo, c'è l'impegno a intensificare la lotta all'evasione, un fenomeno che, nonostante decenni di annunci, sottrae ancora al Paese quasi 100 miliardi all'anno. Il dossier sarà messo in mano a un'apposita Commissione. Un lavoro simile peraltro è già stato avviato dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato che hanno coinvolto una serie di esperti a partire dal direttore dell'Agenzia delle Entrate Ruffini. Per capire in che direzione potrebbe muoversi Draghi un punto di partenza sono le indicazioni dell'Europa che da tempo ci suggerisce di spostare il carico fiscale dal lavoro, le buste paga dei nostri dipendenti sono tra le più tassate dell'area OCSE, ai consumi. In sostanza: tassare di più in base a quanto si spende che a quanto si guadagna. Altro punto allo studio da anni: la revisione della giungla di sconti fiscali che oggi valgono circa 40 miliardi all'anno di mancato gettito, ma anche il fisco sulla casa potrebbe essere rivisto. Tra le raccomandazioni di Bruxelles per il nostro Paese ad esempio, c'è l'introduzione della tassa sulla prima casa per i redditi più elevati così come la riforma del catasto. Tutti dossier politicamente indigesti, perché intervenire su questi fronti scontenta sempre qualche categoria. Ecco perché da anni queste riforme restano nel cassetto. Chissà se riuscirà a Draghi quello che finora non è riuscito ai suoi predecessori.

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