Dall'Ilva ad Alitalia, i dossier economici aperti

27 feb 2020

Mentre le compagnie aeree di tutto il mondo iniziano a fare i conti con le conseguenze del coronavirus, con perdite stimate in quasi 30 miliardi di dollari, va avanti il dossier Alitalia. Il nuovo bando per la vendita dovrebbe essere pubblicato nei prossimi giorni e conterrebbe la possibilità di cederla a pezzi. Le 3 divisioni dell'aviolinea potrebbero finire ad acquirenti diversi, a meno che qualcuno non la voglia per intero. Quest'ultima possibilità appare la meno probabile, perché la parte più interessante, quella col maggior numero di dipendenti è quella che vola, flotta, tratte aeree, piloti e altro personale navigante. Manutenzione e servizi a terra sono i pezzi di Alitalia meno pregiati e potrebbero finire per pesare sulle casse dello Stato, che dal 2017 ha speso 1,3 miliardi per tenere in piedi il vettore. La procedura dovrebbe concludersi a fine maggio, ma non si escludono rinvii. Incerto anche il futuro di Air Italy messa in liquidazione dei suoi azionisti, Alisarda e Qatar Airways. Alcuni rami della società avrebbero suscitato gli appetiti delle low cost EasyJet e Blue Air, nonché l'interesse del colosso British Airways che fa parte della holding in cui i qatarioti hanno il 25%. Non c'è solo l’aviazione tra le grandi questioni economiche in attesa di risposta, tra i più caldi l'Ilva, dovrebbe arrivare la prossima settimana la firma dell'accordo fra Arcelor Mittal e lo Stato per chiudere la battaglia legale nata dopo che il gigante indiano ha minacciato di lasciare il gruppo siderurgico che ha il suo fulcro a Taranto. L'intesa rappresenta il primo passo verso una gestione in cui una società pubblica affiancherà la multinazionale con l'obiettivo di ridurre gli esuberi tra il personale e le emissioni inquinanti. Intanto si rinsalda il nocciolo di azionisti storici di UBI banca che cerca di difendere l'autonomia dell'istituto dall'offerta d'acquisto presentata da Intesa Sanpaolo. Dietro il no all'aggregazione, che farebbe partire un nuovo risiko bancario nel nostro Paese, potrebbe esserci anche l'idea di cercare un rilancio sul prezzo. Un'ipotesi però escluso dal numero uno di Intesa, Carlo Messina.

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