Dazi Usa-Cina, cosa prevede l'accordo

15 gen 2020

Non segna la fine della guerra, ma rappresenta un passo in avanti verso la pace. L'accordo sui dazi firmato da Stati Uniti e Cina, ammorbidisce la disputa commerciale tra le due maggiori economie del pianeta e fa tirare il fiato al mondo intero perché la raffica di tariffe doganali che per 18 mesi si sono lanciate, Washington e Pechino, ha depresso perso la crescita e creato incertezza. L'intesa sancisce il blocco di nuovi balzelli, ma non cancella quelli passati. Il Dragone si impegna a comprare in due anni più beni e servizi a stelle e strisce per un valore di 200 miliardi di dollari. Uno shopping che spazia dalla soia agli altri cereali, passando per petrolio e gas, e ancora auto, aerei, apparecchiature mediche e semiconduttori. Dall’altra parte il Presidente americano Donald Trump, congela l'aumento di tasse all'importazione per 110 miliardi. ma restano quelli fissati nei mesi scorsi e che interessano merce per 250 miliardi. L'obiettivo dichiarato dalla Casa Bianca resta quello originario: riequilibrare a proprio favore la bilancia commerciale. Cosa che finora è avvenuta solo in piccola parte, mentre sono sensibili i rincari che pesano sui consumatori americani. I termini dell'accordo lasciano però molte perplessità. Innanzitutto perché si dubita che Pechino possa assorbire la quantità di prodotti che ha promesso di acquistare e poi perché rimangono sospese molte questioni, a partire da quella messa sul piatto dall'amministrazione americana sulla sicurezza informatica, per ora rimandata. Un richiamo che fa tornare in mente uno dei momenti più acuti della crisi dei dazi, quando gli Stati Uniti nel maggio del 2019 misero al bando il colosso tecnologico cinese Huawei. Era passato poco più di un anno dal marzo del 2018, quando Trump lanciò la prima bordata di tariffe, dando il via alla guerra commerciale che, tra alti e bassi, è arriva a questo accordo. Un'intesa di portata ristretta che intanto fa ben sperare l'Europa, che punta a evitare i nuovi dazi minacciati da Washington che colpirebbero cibi e bevande, fra i quali il vino e l'olio italiano.

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