Dazi Usa, colpiti prodotti agroalimentari italiani

03 ott 2019

Dovrebbero scattare dal prossimo 18 ottobre i dazi americani sulle importazioni europee, dopo la sentenza del WTO, l'Organizzazione mondiale del commercio, che ha autorizzato gli Stati Uniti a imporre tariffe per 7,5 miliardi di dollari contro l'Unione europea, come contropartita ad aiuti illegali al consorzio aereo Airbus. L'ammontare dei dazi sarà diverso da settore a settore. Dal 10% sui grandi aerei commerciali al 25 sui prodotti industriali e agricoli. Tra questi ultimi anche una serie di eccellenze dell'agroalimentare italiano. Secondo la lista pubblicata da Washington, saranno colpiti il pecorino romano, il parmigiano reggiano, il provolone e il prosciutto, mentre dovrebbero salvarsi l'olio d'oliva e il prosecco. C'è anche la possibilità che gli Stati Uniti decidano per il cosiddetto "carosello", di cambiare, cioè, ogni 6 mesi i settori a cui imporre i dazi. Un'ipotesi che spaventa particolarmente l'Unione europea, perché creerebbe ulteriori incertezze. La sentenza arriva dopo una disputa che va avanti da 15 anni e che vede però anche una causa speculare intentata dall'Europa contro analoghi aiuti di Stato americani alla Boeing. In questo caso la decisione del WTO arriverà entro la prossima estate e dovrebbe autorizzare l'Unione europea a imporre dazi per circa 7/10 miliardi sulle importazioni americane. Per questo Bruxelles punta ancora a convincere gli Stati Uniti a pareggiare i conti e azzerare le tariffe da entrambe le parti, per evitare una pericolosa escalation che potrebbe avere pesanti effetti sulla già traballante crescita. Washington per ora sembra, però, voler andare avanti, tanto che l'Unione europea come contromisura potrebbe subito tirare fuori dal cassetto una sentenza del WTO del 2006 per aiuti americani ad aziende finanziarie che autorizzava a imporre tariffe sulle importazioni USA per 4 miliardi e che finora non era mai stata messa in pratica. La guerra dei dazi, insomma, potrebbe essere solo all'inizio.

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