Dazi Usa, i prodotti italiani nel mirino

03 ott 2019

Parmigiano, provoloni, ma anche molti tipi di salumi, liquori e agrumi. I prodotti di casa nostra che saranno colpiti dai dazi americani dal 18 ottobre, e che quindi rischiano di subire uno schiaffo commerciale, sono molti e valgono parecchi milioni di euro. Alcuni sono simboli del Made in Italy in tutto il mondo e la maggiorazione di prezzo che subiranno all'esportazione li renderà più cari per le tavole americane, con la conseguenza che la loro richiesta potrebbe calare e a pagare il conto sarebbe il nostro settore agroalimentare. L'elenco dei beni che subirebbero un aumento del 25% è stato stilato da Washington, ma poiché a volte si riferisce ad ampie categorie di prodotti, non sempre è facile individuare quali potrebbero realmente subire le nuove tariffe. Così, per esempio, sono esclusi alcuni alimenti DOP come la mozzarella campana, il prosciutto di Parma e il San Daniele. Fuori anche il Prosecco e il vino in genere, che è in cima alle classifiche dell'export oltreoceano dell'agroalimentare. Ma sono esclusi anche l'olio extravergine d'oliva, la pasta e le conserve di pomodoro. Ma quanto potrebbe valere la guerra delle tasse doganali? L'anno scorso l'export complessivo verso gli Stati Uniti ha superato i 42 miliardi di euro, ma il grosso di questa cifra non riguarda cibi e bevande. Una prima stima della Coldiretti prevedeva un danno fino a 1 miliardo di euro, ma questa cifra è destinata a ridimensionarsi man mano che si capirà bene dove cadranno le nuove tasse. Possiamo, però, fare un esempio concreto: il nuovo dazio sul Parmigiano farà lievitare il prezzo allo scaffale, per gli americani, da 40 a 45 dollari al chilo, ovvero dal 36 a 41 euro. C'è comunque un altro possibile effetto dietro l'angolo: se l'Europa risponderà con dazi sui prodotti a stelle e strisce, anche i consumatori italiani potrebbero rimanere vittime del protezionismo. Jeans e altri beni Made in USA potrebbero subire rincari.

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