Decreto Sostegni, ancora no accordo sulla sanatoria fiscale

18 mar 2021

Avete una multa vecchia di 10 anni che non avete mai pagato e non avete sfruttato nessuna delle varie rottamazioni delle vecchie cartelle? Presto potrebbe non essere un problema. Nel Governo si discute infatti di una sanatoria per cancellare i debiti fiscali fino a 5000 euro relativi al periodo 2000 2015, verrebbero cosi mandate al macero oltre 60 milioni di cartelle esattoriali per un valore di circa 70 miliardi, con un costo per lo Stato calcolato in quasi 2 miliardi nel primo anno. Un vero condono in pratica che non piace ai sindacati e crea fibrillazioni nella maggioranza, tanto che ancora si discute della soglia massima da applicare e su quali tasse e debiti vari debbano essere cancellati. Se l'operazione andasse in porto, si permetterebbe di chiudere la partita con tutti coloro che non hanno pagato una serie di tributi di piccolo taglio che vanno dalle contravvenzioni alle imposte in dichiarazione dei redditi. Per capire poi se si potrà godere della sanatoria si dovrà guardare all'anno in cui l'agenzia delle entrate ha avviato la pratica di riscossione e non quello in cui, per esempio, andava pagato il balzello. In un Paese in cui l'evasione, compresi i contributi pensionistici supera i 100 miliardi l'anno, un'operazione del genere, comprensibilmente, fa discutere. L'idea che la sostiene è che cercare di recuperare quei soldi ha dei costi e in moltissimi casi ormai è diventato impossibile. In Italia c'è un magazzino di vecchi debiti fiscali da 1000 miliardi che ormai si considera in gran parte perduto perché riguarda contribuenti defunti, nullatenenti, società fallite o verso i quali ci sono processi impantanati. Rinunciare a questi soldi permetterebbe di concentrarsi sulle tasse non pagate in tempi più recenti e per importi più consistenti.

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