Decreto sostegni, Orlando: rafforziamo reddito emergenza

15 mar 2021

Circa 4000 euro è quanto riceverebbero aziende, professionisti e le altre partite IVA con la nuova tornata di aiuti contro la crisi causata dalla pandemia. Un calcolo medio non ancora scritto sulla pietra, perché il decreto chiamato 'sostegni' non è stato ancora varato. Una cifra stimata in base alle risorse da destinare agli indennizzi, 12 miliardi. E il nuovo criterio da adottare, un rimborso o credito di imposta, cioè sconto sulle tasse, a chi nel 2020 ha registrato un calo di fatturato di almeno 1/3 rispetto all'anno precedente. Le nuove restrizioni poi porteranno altri danni alle attività economiche. Per questi motivi il Governo ha già annunciato che farà ricorso al nuovo deficit, 10-20 miliardi che si aggiungeranno ai 32 miliardi già a disposizione. Intanto però si utilizzeranno questi ultimi, che serviranno a finanziare anche le misure per il lavoro. Una decina di miliardi per prorogare la cassa integrazione pagata dallo Stato fino a giugno per tutte le imprese e fino a ottobre per le più piccole. Per nuove indennità agli stagionali, per rifinanziare il reddito d'emergenza e quello di cittadinanza. Il Ministro del welfare, Orlando, in audizione alla Camera ha annunciato un rafforzamento del reddito di emergenza, mediante l'innalzamento della soglia massima per coloro che vivono in affitto e l'accesso al beneficio anche ai disoccupati che hanno terminato la Naspi o altre integrazioni al reddito tra il primo luglio 2020 il 28 febbraio 2021 e non godono di altri strumenti. Questi aiuti saranno affiancati dalla proroga del blocco dei licenziamenti fino a giugno, ma in alcuni casi fino a ottobre, mentre 3 miliardi andranno a regioni e comuni. Corposa, 5 miliardi, la dote per rafforzare la campagna vaccinale, mentre più incerto è il capitolo cartelle fiscali. La riscossione dovrebbe restare sospesa fino al 30 aprile. Ma non è ancora chiaro se ci sarà anche una sanatoria per cancellare i debiti tributari sotto i 5000 euro. A Sky Tg 24 il Viceministro dell'economia, Laura Castelli, ha spiegato che la soglia delle cartelle da cancellare dal 2000 al 2015 sarà fissata a 5000 euro, nonostante il pressing leghista per alzare l'asticella fino a diecimila.

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