Dl Sostegni bis, doppio binario per ristori a imprese. VIDEO

12 mag 2021

Comincia a prendere forma il decreto Sostegni Bis, con la sua dote da 40 miliardi per gli aiuti alle categorie danneggiate dalle restrizioni anti-Covid. La maggioranza ha trovato un accordo su uno dei nodi fondamentali: i contributi a fondo perduto per le imprese che hanno subito forti perdite. Per i risarcimenti sarà usato un doppio binario, una parte dei ristori sarà calcolata in base al calo di fatturato e i soldi arriveranno subito ma si tratterà solo di un acconto, il saldo potrà arrivare più avanti. Per chi lo chiederà, nel calcolare la cifra a cui si ha diritto, si terrà conto anche dell'utile di esercizio che comprende i costi fissi e variabili e consente di avere un quadro delle perdite più preciso. A quel punto si potrà ricevere un'integrazione del contributo. La platea resta sempre quella di aziende, commercianti, partite IVA e professionisti con un fatturato che non supera i 10 milioni di euro all'anno e il rimborso massimo previsto è di 150 mila euro. Sempre per le imprese dovrebbe arrivare un'indennità dedicata a chi è stato costretto a rimanere chiuso anche a maggio, ad esempio i ristoranti che non possono mettere i tavoli all'aperto, oltre a misure per la liquidità come le garanzie statali sui prestiti. Per la scuola è allo studio un fondo da 500 milioni, mentre per i lavoratori stagionali del turismo e dello spettacolo dovrebbe arrivare un nuovo bonus da 2.400 euro. Possibile anche un nuovo slittamento fino a fine giugno per l'invio delle cartelle esattoriali, mentre sarebbe rinviata a un secondo provvedimento la rateizzazione dei soldi dovuti al fisco per chi ha subito forti perdite. Il reddito di emergenza sarà prolungato di due mesi. Sul tavolo c'è anche la questione licenziamenti, il blocco finisce a giugno e si cercano misure per attutire il possibile impatto sull'occupazione, dal potenziamento degli ammortizzatori sociali agli incentivi per le imprese. Infine nel decreto saranno probabilmente stanziate delle risorse per Alitalia. La cifra non è nota ma non è paragonabile, si legge in una nota del Ministero dello Sviluppo Economico, ai prestiti ponte del passato.

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