Dl sostegno, le ipotesi per i ristori

09 mar 2021

Quanto ha perso la mia attività ogni mese in media nel 2020 rispetto all'anno precedente? Ecco quella cifra, moltiplicata per due, è la base di calcolo per accedere agli aiuti, secondo quanto sta ipotizzando il Governo in vista del Consiglio dei ministri di venerdì. Esempio concreto: con la mia attività di commerciante o libero professionista avevo fatturato 120 mila euro. Nel 2019 ho perso il 50% nel 2020, ossia 60 mila euro, 5000 euro al mese. La mia base di calcolo sarà quindi 10 mila. È questo il valore a cui si potrebbero applicare le percentuali di aiuti, articolate in quattro fasce, a seconda della grandezza del giro d'affari. Dal 15% per i più ricchi, al 30% per chi viaggia su cifre più piccole. Di che tipo di aiuti si discute? Due opzioni, a scelta, bonifico, quindi soldi diretti sul conto corrente, o credito di imposta, quindi meno tasse da pagare. L'ipotesi pare prendere quota, già deciso sembra invece l'abbandono della distinzione tra categorie con l'utilizzo dei codici Ateco, che vuol dire aiutare circa 800 mila professionisti in più, rimasti esclusi dai ristori di fine 2020. Ma, si dirà, chiusure e crisi non sono certo finite al 31 dicembre. Per i primi mesi del 2021, quindi, si studiano misure a parte. Esempio: per le attività turistiche invernali che si pongono a cavallo tra i due anni, si pensa ad un pacchetto da 600 milioni dedicato. Sul fronte del lavoro dipendente si va verso una proroga dello stop ai licenziamenti economici fino al 30 giugno come richiesto dai sindacati e della cassa integrazione covid fino alla fine del 2021.

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