Draghi: i mercati riflettono sulle sue parole. Qual è il messaggio?

26 lug 2019

I mercati continuano a riflettere sulle parole del Governatore della Banca Centrale Europea. Parole che hanno espresso preoccupazione sull'andamento dell'economia della zona euro e sul protezionismo di Trump. "Se" - ha ribadito Draghi - "dai consumi e dai servizi arrivano segnali positivi, sul fronte manifatturiero la situazione preoccupa". È netto rallentamento soprattutto in quei mercati dove la manifattura è basilare, come Germania e Italia. Il Presidente dell'Eurotower ha, però, escluso il rischio recessione. Le possibili soluzioni? Si intravede la possibilità di un taglio dei tassi a settembre, mossa delle Banche centrali in fase di rallentamento dell'economia. Il denaro costa meno, appunto, e si punta a favorire prestiti e investimenti. Il Governatore a settembre potrebbe poi annunciare la ripresa, ma non si sa in quale forma e contenuto, del cosiddetto Quantitative Easing. L'ombrello, con acquisti massicci da parte della BCE dei titoli di stato dei Paesi della zona euro, sotto il quale i Governi più in difficoltà si sono riparati all'apice della crisi. E i mercati? Negli ultimi sei mesi Milano e Francoforte hanno guadagnato oltre il 10%, Wall Street viaggia su livelli record. Entusiasmo non giustificato dal quadro che Draghi ha dipinto dell'economia reale. Dopo la crisi Lehman Brothers si è acuita questa dicotomia. Prima erano i buoni dati economici a favorire la prospettiva di un incremento degli utili delle aziende e, di conseguenza, ghiotti dividendi per gli azionisti con il buon andamento delle quotazioni azionarie. Oggi, invece, sempre più spesso economia e mercati viaggiano separati.

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