Economia della neve, un settore che vale 10-12 mld di euro

15 feb 2021

Con l'ennesimo stop alla riapertura degli impianti sciistici la stagione invernale è del tutto compromessa. Ne sono convinti gli operatori del settore che chiedono ristori immediati. Abbiamo buttato al vento milioni di euro in quest'ultima settimana, denuncia l'associazione dei comuni montani, il turismo invernale del resto, con le sue settimane bianche, i suoi impianti sciistici, i soggiorni nei paesaggi immersi nella neve, regge l'economia di intere regioni dell'arco alpino e degli Appennini. Tutte queste attività generano un giro d'affari stimato tra 10 e 12 miliardi di euro, nel settore lavorano 120000 persone, 400000 se si considera l'indotto, di questi 15000 lavorano nei circa 2000 impianti di risalita e altrettanti sono i maestri di sci, ma poi ci sono i negozi che noleggiano le attrezzature, le guide e gli addetti alla manutenzione delle piste e tutto quello che ruota intorno al turismo della neve, nelle nostre montagne e località sciistiche, dall'ospitalità in alberghi e b&b ai negozi, dalle baite ai bar, ai ristoranti, alle discoteche. Il calo di fatturato sarà enorme, basti pensare che solo con le chiusure festive si stimava un crollo di circa il 70 %. Cifre percentuali che vanno a sommarsi a quelle della passata stagione, colpita solo parzialmente dalla pandemia, ma che aveva comunque visto un calo del fatturato del 15% sulle Alpi e del 30 sugli Appennini.

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