Effetto Draghi su Spread e forse anche su MES

08 feb 2021

La discesa dello spread, innescata dalla fiducia degli investitori nel tentativo di Mario Draghi, ha un primo effetto concreto sulle nostre tasche. Il tesoro può indebitarsi a tassi più vantaggiosi. Il rendimento dei Btp è infatti sceso in questa fase a mezzo punto percentuale, meno della metà dell'estate scorsa e la differenza di rendimento coi Bund tedeschi è sceso sotto 100, ossia l'1%, per la prima volta da oltre 5 anni. Le previsioni degli analisti puntano su un ulteriore calo, secondo i più ottimisti fino in area 60 punti, che poi è il livello della Spagna per restare in economie simile alla nostra. Il miglioramento potrebbe impattare anche sul Mes, il fondo salvastati riconvertito alla spesa sanitaria, perché renderebbe meno distante da un punto di vista finanziario il costo che paghiamo per emettere Btp con quello che pagheremmo per avere il Mes. Come mai? Quanto costano i 30 e passa miliardi del Me? Risposta complessa, ma in definitiva parliamo di un prestito a tassi molto convenienti prossimi allo zero. In dettaglio il Mes raccoglie soldi sul mercato, a seconda della scadenza a 7 o 10 anni, a tassi negativi e poi li gira agli stati che ne fanno richiesta, applicando ricariche minime. Insomma, il costo può oscillare tra poco sopra e poco sotto lo zero. Comunque, nella peggiore delle ipotesi, non arriva allo 0,2 %, come mostra il nostro grafico. La Spagna, ad esempio, già oggi paga un interesse simile per indebitarsi a 10 anni e chiedendo il Mes non avrebbe gran guadagno ed ecco spiegato anche perché negli altri Paesi europei non si parla quasi più di Mes, tema invece molto presente e divisivo nel nostro dibattito politico. Se l'effetto Draghi continuerà e se anche i tassi italiani nelle prossime settimane dovessero avvicinarsi allo zero, anche per il nostro Paese la discussione sul Mes potrebbe diventare quasi virtuale.

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