Ex Ilva, ancora molti nodi nella trattativa Stato-azienda

07 feb 2020

Meno di un mese per trattare e trovare un accordo, scongiurare la perdita di migliaia di posti di lavoro ed evitare una battaglia legale lunga e dall'esito incerto. Il futuro dell'ex Ilva è in mano ai suoi contendenti. Da una parte ArcelorMittal, dall'altra lo Stato. Si cerca una soluzione che eviti lo scenario peggiore, cioè la chiusura di un gruppo industriale strategico per il sud e tutto il Paese. Si parte da una bozza di intesa che la multinazionale e il Governo stanno mettendo a punto e che dovrà essere firmata prima del 6 marzo, quando si terrà la nuova udienza della causa aperta dal Tribunale di Milano, dopo che il colosso franco-indiano in autunno ha minacciato di restituire le chiavi del polo siderurgico, che ha il suo fulcro nella più grande acciaieria d'Europa, quella di Taranto. Le ipotesi allo studio vedono un ingresso dello Stato tramite una società pubblica che potrebbe essere Invitalia. In pratica il Governo si offre di diventare partner, mettendo sul piatto uno sconto sul canone d'affitto che Mittal sta pagando per la gestione degli impianti. In cambio si chiede che gli esuberi tra il personale siano meno di quelli prospettati e in questo senso Palazzo Chigi è disposto a metterci ulteriori soldi con la cassa integrazione. La futura Ilva inoltre marcerebbe non solo con l'altoforno tradizionale altamente inquinante, ma anche con uno elettrico, quindi a minor impatto ambientale e quest'ultimo sarebbe interamente gestito dallo Stato, che a questo scopo potrebbe utilizzare una parte dei fondi europei del piano Green Deal. Se questa è la cornice dell'accordo, mancano però ancora molti dettagli e nodi da sciogliere. Oltre a quello che riguarda i livelli occupazionali e gli investimenti, c'è da capire realmente quanto si impegnerà la multinazionale. Alle rassicurazioni dell'azienda fanno da contraltare le indiscrezioni su una clausola dell'accordo, che prevedrebbe l'uscita di Mittal dietro il versamento di una penale. Se questo accadesse, per Taranto e l'ex Ilva la nuova intesa potrebbe essere soltanto il nuovo capitolo di una telenovela che da anni si trascina nell'incertezza.

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