Ex-Ilva, Procura di Taranto ordina spegnimento Altoforno 2

10 lug 2019

Un nuovo caso giudiziario investe l'ex Ilva di Taranto. Non bastava già il complicato tavolo di confronto al Ministero dello Sviluppo Economico sul futuro dello stabilimento, ma è tornata in campo la Procura di Taranto che ha disposto l'avvio della procedura di spegnimento dell'altoforno 2, la più ampia parte produttiva del polo siderurgico Tarantino. Gli impianti in questione, uno dei tre attualmente in funzione, era stato già sottoposto a sequestro preventivo dopo l'incidente mortale del 2015 dove un operaio fu travolto da una colata incandescente. All’epoca l’Ilva gestita da Commissari ottenne comunque l'uso dell'altoforno grazie ad un piano che prevedeva una serie di interventi per la messa in sicurezza. Ora i tecnici nominati dal Giudice per le Indagini Preliminari hanno rilevato che l'azienda non ha rispettato gli impegni e così il Sostituto Procuratore, Antonella de Luca, è stata costretta a respingere l'istanza di dissequestro. La notizia è arrivata nel bel mezzo di un nuovo incontro tra Luigi di Maio e Arcelor Mittal e sindacati, riuniti per fare il punto su una serie di questioni. Dalla cassa integrazione per i 1.400 dipendenti, allo stato degli investimenti dopo l'accordo di settembre 2018. E infine, sull'immunità penale degli amministratori, cancellata con il Decreto Crescita. E proprio su questo punto il Ministro ha ribadito che non esiste nessuna possibilità che torni, “Arcelor Mittal non può pagare per gli errori del passato” dice sempre Di Maio, “Se dimostrerà buona fede, continuando nell'attuazione del Piano Ambientale.” I sindacati però accusano il Governo di non aver fatto passi avanti, soprattutto sul fronte della cassa integrazione.

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