Export ai livelli pre-covid già a fine 2021, il report Sace

14 set 2021

Il ritorno dell'economia italiana ai livelli pre-Covid? Non prima del 2023, e comunque ben ultimi in Europa, dicono quasi unanimi gli esperti. Ma c'è già una voce che sta per tagliare quel traguardo: sono le nostre esportazioni di beni. Il forte aumento delle vendite del Made in Italy consentirà un pieno ritorno ai livelli pre-pandemia già entro la fine del 2021. La stima è di SACE, la società del gruppo CDP, che offre servizi e supporto per l'export delle nostre imprese. Quest'anno in termini di valore, non ancora di volumi, l'Italia farà segnare +11,3% rispetto all'anno orribile 2020, raggiungendo quota 482 miliardi di euro: appunto, quelli di due anni fa. E con una crescita media del 4% nei due anni successivi, tasso superiore al pre-Covid grazie anche alla spinta del Recovery Fund, l'obiettivo dei 550 miliardi nel 2024 sembra alla portata. Non altrettanto rapida sarà la risalita del settore servizi, che paga di più le restrizioni per il contenimento del contagio, un esempio su tutti: il turismo. La vera ripresa dovrebbe esserci l'anno prossimo: +31% previsto per il 2022. Questo nello scenario base, ma SACE ha elaborato anche, vista l'incertezza ancora elevata, altri due scenari. Il primo ipotizzando una ripresa più robusta. Il secondo invece più fosco, seppur allo stato meno probabile, in caso di peggioramento della pandemia determinato dalle nuove varianti. Nel caso più roseo il valore delle nostre esportazioni di beni, quest'anno, segnerebbe +14,7%, quasi il 3,5% in più rispetto allo scenario base.

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