Fca-Renault, cosa succede adesso?

08 giu 2019

"Continueremo ad essere aperti a opportunità di ogni tipo". Questo passaggio della lettera di John Elkann ai dipendenti dopo il ritiro dell'offerta diffusione con Renault, spiega bene quali sono le prospettive future di Fiat Chrysler. Il gruppo non può restare single perché al di là della strategia indipendente, messa nero su bianco, al marchio manca la strategia di piattaforme e tecnologie elettrificate e quindi la ricerca di un partner è necessario. Da dove si riparte allora? Non si può escludere un ritorno di fiamma con Renault Nissan, ma i francesi devono prima trovare un'intesa con il con il coniuge giapponese con cui c'è maretta, dopo la disastrosa gestione del caso Ghosn, l'ex capo del gruppo arrestato per problemi fiscali. E Nissan alla fine ha fatto anche pesare che i contenuti strategici, cioè l'elettrico, arrivavano quasi esclusivamente da Yokohama. L'altro possibile scenario guarda la Corea e al gruppo Hyundai in costante ascesa per giro d'affari e i veicoli venduti, e che porterebbe come dote lo sviluppo del motore ibrido elettrico ed a idrogeno. Un partner del genere aprirebbe le porte del mercato asiatico a FCA, che come do ut des, potrebbe accreditare i coreani sul vecchio continente. Una terza possibilità, porterebbe in Cina e al gruppo Geely, che dopo aver acquistato Volvo ed essere diventato il primo azionista. nel salotto buono tedesco di Daimler, non avrebbe problemi di liquidità per provare l'affondo in Fiat Chrysler, ma qui l'incognita è tutta politica e riguarda la disponibilità o meno di Trump a concedere ai cinesi marchi come Ram o Jeep. E come dice De Dong: i dazi sono una cosa meravigliosa.

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