Fca-Renault, si riapre la partita delle alleanze

07 giu 2019

Il fallimento del matrimonio tra FIAT Chrysler e Renault riapre la partita delle alleanze nel settore dell'auto. Il gruppo italoamericano attribuisce la responsabilità alla politica, cioè allo Stato francese, principale azionista della casa automobilistica transalpina. Per Renault, invece, tutto si è inceppato perché senza l'assenso di Nissan, che insieme a Mitsubishi è legata da vent'anni alla società della Losanga da un'alleanza e partecipazioni incrociate, l'operazione era rischiosa. E' stato a questo punto che Fca ha detto di no, chiudendo la trattativa. Entrambe le società, però, hanno bisogno di trovare un partner per continuare a correre nel mercato mondiale. Sulla carta la fusione da 30 miliardi, che avrebbe generato il primo gruppo dell'auto, era conveniente: Renault sarebbe entrata nel mercato americano, dove fatica a sfondare; il Lingotto avrebbe fatto un passo decisivo nello sviluppo del settore elettrico, dove è rimasto indietro; con Nissan, poi, si apriva per Fca la strada al ricco mercato asiatico. I giapponesi, però, sono stati informati del progetto quando i giochi sembravano fatti. Temendo di rimanere schiacciati, hanno storto il naso. Renault, che senza Nissan non starebbe tra i primi nella classifica delle vendite a livello planetario, è quindi rimasta aggrappata all'alleato storico con il quale, peraltro, i rapporti non sono dei più semplici, complice anche la vicenda dell'arresto dell'ex amministratore delegato Carlos Ghosn. Per Fca la caccia al partner sembra più urgente. Il Lingotto ne ha bisogno per realizzare il piano industriale presentato un anno fa. Tra i papabili ci sono alcuni marchi che hanno già sviluppato le tecnologie sulle quali l'industria scommette: elettrico, ibrido e idrogeno. Il panorama offre i nomi dei coreani Hyundai, che hanno stabilimenti in Europa, e i cinesi di Geely, presenti nel vecchio continente con la controllata Volvo. C'è, poi, Peugeot, Citroen, che controlla, fra gli altri, anche Opel, con la quale già esistono collaborazioni e non sono mancati anche nel recente passato contatti per ulteriori alleanze. La società, guidata da Carlos Tavares e partecipata indirettamente dallo Stato francese, avrebbe, però, secondo indiscrezioni, avuto un ruolo nell'affare con Renault, facendo pressioni sul Governo di Parigi per scoraggiare il matrimonio.

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