Fitch conferma il giudizio sul nostro paese: a che punto siamo?

10 ago 2019

Nonostante l'attuale instabilità politica l'Italia riesce ad evitare una bocciatura da parte di Fitch. L'agenzia di rating, una delle cosiddette tre sorelle, con Standard & Poor's e Moody's, ha confermato il giudizio tripla B con prospettive, il cosiddetto outlook, negative. Sebbene le agenzie di rating siano state molto criticate in passato, il loro giudizio continua ad essere molto importante per gli investitori, è come se fosse un check up sullo stato di salute di uno stato, giudicano se siamo affidabili o no. Detto in parole povere, gli investitori stranieri ci prestano i soldi sulla base del loro giudizio, insomma, che non abbiano bocciato l'Italia è una buona notizia. Certo, non c'è da festeggiare. Il calo della Borsa dovuto alla crisi di Governo sono stati bruciati 15 miliardi di capitalizzazione - con questo termine si intende il valore di Borsa - dice molto della preoccupazione degli investitori. Nel caso di elezioni, il futuro Governo dovrebbe attenersi alle regole di bilancio europee al fine di evitare rischi al ribasso per il Paese con un prodotto interno lordo, praticamente fermo e un elevato debito pubblico. Il calendario delle scadenze non gioca a favore di nuove elezioni. Il 27 Settembre la presentazione in Parlamento dell'aggiornamento del Def, seguito della presentazione della manovra Bruxelles che dovrà replicare entro il 30 Novembre. Un nuovo Governo potrebbe poi non avere sufficiente tempo per evitare l'aumento dell'IVA, temuto da molti. Se a questo si sommano fattori esterni, la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, che ha fermato la locomotiva tedesca di conseguenze nel resto d'Europa e anche noi e la Brexit, in calendario a fine ottobre, con probabili nuove elezioni indette dal premier, Boris Johnson, subito dopo, il cielo non proprio sereno all'orizzonte. Va detto però che, fatte queste premesse, non mancano segnali di vitalità per l'economia italiana, sottolineati anche dalla Banca centrale europea che, relativamente alle misure fiscali prese dal Governo, reddito di cittadinanza e pensioni, afferma come abbiano aumentato il potere d'acquisto delle famiglie. Da sottolineare anche il declino del tasso di disoccupazione sotto il 10% a Maggio, per la prima volta dal 2012 anche se i più giovani faticano ancora, e molto, a trarne beneficio.

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