Un'acciaieria praticamente ferma con un solo altoforno acceso e gran parte della forza lavoro in cassa integrazione. Questo hanno trovato gli emissari di Flex Group, arrivati a Taranto per visitare il sito strategico del gruppo siderurgico che si sono candidati a rilevare. Dirigenti e tecnici, una ventina di persone in tutto, rimarranno per due giorni in Puglia, dove hanno già incontrato i commissari dell'amministrazione straordinaria di acciaierie d'Italia e il direttore generale dell'azienda. Flex Group è uno, due fondi di investimento statunitensi che hanno partecipato alla gara offrendosi per l'acquisto dell'intero complesso industriale l'altro è Badrock ma a tempo scaduto, in realtà sarebbero arrivate al ministero delle imprese e del made in Italy altre due offerte sulle quali il ministro Urso non ha voluto fornire chiarimenti per una richiesta di riservatezza avanzata dagli stessi proponenti. Si tratterebbe ad ogni modo di due operatori extraeuropei che hanno avuto accesso alla data room dell'azienda. Per venerdì, intanto lo stesso ministro Urso attende a Roma sindacati ed enti locali per un nuovo vertice sulla delicata vertenza. Ma non è ancora chiaro se i rappresentanti dei lavoratori del sito tarantino vi prenderanno parte, decisi come sono a reclamare come unico interlocutore governativo la premier Giorgia Meloni. .























