Il futuro dell'adesione italiana alla Via della Seta cinese

18 giu 2021

"Avrete sicuramente anche voi letto questo articolo di Formiche, che è venuta in possesso di un documento, su cui si sta lavorando tra Palazzo Chigi e Farnesina e diciamo, si ridimensiona, fatemi usare questo termine, chi ha letto l'articolo sa che è abbastanza corretto, si dimensiona questo accordo, memorandum of understanding, tra Italia, Cina, Conte Uno sulla questione Nuova Via della Seta. Voi pensate questo accordo sarà ridimensionato o no? O che in qualche modo Draghi abbia le mani legate? Veramente un minuto, Giulia parto da te e poi Simone". "Credo che Draghi abbia già detto, più volte, qual è la sua posizione, fare affari con la Cina si può, si può fare in sicurezza, senza accettare delle condizioni politiche, né da parte della Cina, né da parte dell'America. Draghi è un super europeista e vuole lavorare con l'Unione Europea e mantenere il senso dell'Unione Europea nei confronti dei grandi player mondiali, sia verso la Cina, sia verso l'America". "Simone?" "Si, ma io credo questo, l'accordo, il memorandum of understanding in realtà era, è stato un successo diplomatico e politico per la Cina, ma era piuttosto vuoto in realtà, da un punto di vista economico. Nel senso che ratificava tutta una serie di accordi che erano già stati preannunciati. Quindi in realtà il ridimensionamento di una cosa, che quasi non esiste, è più appunto una posizione, una nuova postura italiana, cioé, molto meno disponibile ad accettare tutta una serie di relazioni con la Cina e a porsi in quell'onda lunga merkeliana, cioè quella di no, perimetro molto chiuso sui diritti umani e critiche quindi alla Cina su tutta una serie di aspetti e sulle politiche interne, ma libertà di fare affari. Non è un caso che infatti, diciamo, poi nel momento in cui ci sono dei grandi eventi economici in Cina, tutte le aziende italiane vanno, pensando molto poco alle questioni geopolitiche. Quindi rimaniamo sempre un po' in questi due ambiti, alla ricerca l'Europa, a mio avviso, di una posizione un po' autonoma rispetto agli Stati Uniti, pure all'interno dell'Alleanza Atlantica, che mi pare comunque ampiamente confermata da tutti, né mai è stata posta in discussione".

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