Green Deal europeo, reazioni all'estero e possibili ostacoli

21 lug 2021

La nuova normativa ambientale presentata dalla Commissione Europea è destinata a portare grandi cambiamenti soprattutto ad industrie come l'auto, la chimica, la metallurgia, in base al principio che "chi più inquina più paga". Ma siccome i cambiamenti non saranno semplici o indolori le nuove norme fanno discutere e renderanno difficile e piena di ostacoli l'approvazione del Green Deal da parte di tutti e 27 i Paesi dell'Unione per le sue possibili conseguenze, anche geopolitiche. Le bibbie liberal d'oltreoceano, New York Times e Washington Post, ad esempio, considerano il piano europeo per l'ambiente uno dei più ambiziosi, se non il più ambizioso, al mondo, ma mettono in guardia contro le possibili frizioni che potrebbe causare con gli Stati Uniti per l'aumento dei dazi sui prodotti inquinanti. Poi ci sono le possibili ricadute sui lavoratori. Secondo le associazioni sindacali europee sono a rischio 11 milioni di posti di lavoro. Dall'altra parte però istituzioni come il Fondo Monetario e l'Agenzia Internazionale per l'Energia prevedono che gli investimenti green aiuteranno la creazione di milioni di posti. Diverse le reazioni delle industrie più colpite: i produttori di auto europei si dicono pronti ad abbandonare la produzione di veicoli a combustione ma chiedono che l'Europa si faccia, a sua volta, trovare pronta costruendo le infrastrutture necessarie, ad esempio le colonnine per la ricarica delle auto elettriche. Le case automobilistiche tedesche accusano invece le nuove norme di andare contro la libertà di scelta dei consumatori. Da parte sua il governo francese, memore forse delle proteste dei gilet gialli nate da una tassa ecologica sui carburanti, vorrebbe spostare in avanti la data oltre la quale non sarà più possibile vendere auto a benzina o diesel, attualmente fissata al 2035. Ci sono poi i manager di dodici grandi industrie europee, nei settori dei trasporti e dell'energia, tra cui l'italiana Enel, che si sono uniti in un'alleanza che sostiene il Green Deal e, anzi, chiede all'Europa di porre termine alle sovvenzioni di tecnologie ad alte emissioni inquinanti.

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