Green pass, chi lavora da casa non ha controlli

11 ott 2021

Innanzitutto un principio che vale per tutti: se si lavora da casa non c'è alcun controllo, quindi nessun obbligo di tampone o vaccino. Per cui un lavoratore sprovvisto di Green pass, potrebbe puntare a fare più smart working possibile. Con che esiti? Cominciamo dal settore privato. Qui c'è ancora molto spazio per le scelte dell'azienda e non ci sono tetti massimi di lavoro da remoto, laddove questo è fattibile. Quindi, in teoria, un lavoratore non vaccinato, che resta al 100% in smart, potrebbe lavorare senza Green pass. Attenzione però, la motivazione per concedere o meno il lavoro agile non può essere soggettiva, ossia legata alla condizione personale del dipendente, ad esempio, ho o meno il Green pass, ma solo legata a condizioni oggettive, ossia a esigenze di lavoro. E se le due cose non coincidono, perché l'impresa ha necessità del lavoro in presenza, il dipendente senza Green pass non avrà diritto ad avere lo smart working. E c'è di più, potrà anche averlo ma, per i principi del nostro ordinamento giuridico, solo a parità di condizioni con gli altri lavoratori e senza discriminazioni. Detto in altri termini, il signor Rossi, non vaccinato, non potrà pretendere di lavorare da casa mentre il suo vicino di scrivania, il signor Bianchi, vaccinato, viene fatto tornare in presenza. I due dovranno essere messi sullo stesso piano, anche per evitare di creare malumori nell'ufficio. Il dipendente vaccinato, che fino a ieri lavorava da casa, come si sentirebbe a dover rientrare in sede, mentre il suo collega viene lasciato in smart working perchè sprovvisto del Green pass? Per i dipendenti pubblici ci sono poi le linee guida emanate dal Governo. Al primo punto, quello sui controlli, si fa riferimento espressamente a qualunque soggetto intenda entrare in un ufficio pubblico. Esistono, insomma, solo controlli all'accesso, non per chi lavori, fosse anche un solo giorno da remoto. Dubbio risolto allora? Il pubblico dipendente, sprovvisto di pass, potrà chiedere di lavorare sempre da casa, evitando i controlli? Non proprio, perché anche in questo caso, il secondo punto è molto esplicito: Non è consentito in alcun modo, in quanto elusivo dell'obbligo, individuare i lavoratori da adibire al lavoro agile, sulla base del mancato possesso del Green pass. E c'è di più, perché con il ritorno in presenza, in vigore tra pochi giorni, ogni amministrazione può ancora far lavorare da remoto i propri dipendenti, solo fino a un massimo del 15% delle ore. Quindi niente più 100%. Anche concedendo smart working, prima o poi il dipendente pubblico in ufficio dovrà tornarci. Ed è peraltro prevista una adeguata rotazione del personale.

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