Green Pass al lavoro, no dei sindacati. VIDEO

21 lug 2021

Salute e libertà. La proposta, peraltro non ufficiale, degli industriali di voler chiedere ai dipendenti di essere vaccinati contro il Covid per poter entrare in fabbrica o in ufficio mette in gioco due pilastri del diritto. Da un lato, quello della tutela sanitaria nei luoghi di lavoro, dall'altro quello della riservatezza, a fronte del fatto che non c'è al momento alcun obbligo, eccetto per medici e infermieri, di farsi iniettare il siero. Non a caso quella di Confindustria è un'idea che va discussa col Governo proprio sul piano normativo, ma gli ostacoli esistenti non sembrano insormontabili, visto che il diritto a non sottoporsi a trattamenti sanitari potrebbe essere superato da una legge specifica, appellandosi al dovere di ogni imprenditore di assicurare la salute dei suoi dipendenti. I sindacati concordi sulla necessità delle vaccinazioni, si oppongono a un Green Pass di questo tipo. Il leader della CGIL Maurizio Landini ironizza sull'ipotesi "Spero sia il caldo" dice a La Stampa, ricorda che le misure di sicurezza già esistono e che non sono le aziende a stabilire chi entra e chi esce. L'intento di Viale dell'Astronomia, contenuto in una email interna circolata fra gli industriali, è anche quello di garantire il buon andamento produttivo, permettendo alle aziende di chiedere la Certificazione verde a operai e impiegati. Nel caso non la abbiano, prevede la proposta, quei lavoratori potrebbero essere spostati ad altri incarichi e se questo non fosse possibile, verrebbero sospesi con la conseguenza nel primo caso di una possibile riduzione dello stipendio e nella seconda ipotesi di un suo congelamento.

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