Huawei: proseguono le tensioni dopo il bando di Google

23 mag 2019

Continua il terremoto sui gruppi tecnologici a livello globale, con la crisi del bando da parte di Google e altre società americane contro Huawei. L'azienda giapponese Panasonic smentisce le notizie circolate in queste ore, in merito alla sospensione delle forniture al gruppo cinese e in una nota, sulla sua pagina del diffusissimo social network cinese Weibo, definisce false queste notizie, assicurando che continuerà a vendere beni e servizi alla società di Schengen. Se dal fronte giapponese arrivano buone nuove, da quello americano le novità non sono altrettanto benevole. Sinex, una società che produce chip e che tra gli investitori annovera Microsoft e Dell, ha accusato un manager di Huawei di furto di segreti commerciali nel corso degli anni. Accuse che Huawei rimanda al mittente. Le tensioni persistono sui titoli del settore in Borsa, con i produttori di microchip che al momento, non avendo idea di come la situazione evolverà, non sanno cosa fare. Non bastano dunque a calmare la situazione, i 90 giorni di proroga per l'applicazione concessi dal Dipartimento del Commercio americano, che dà anche il tempo per eventualmente risolvere la disputa e le rassicurazioni di Huawei che ribadisce continueranno ad essere aggiornati tutti gli smartphone e i tablet a marchio Huawei già venduti, in vendita e in consegna. Il centro di tutto è il sistema operativo con licenza Google Android che Huawei utilizza fuori dalla Cina per i suoi telefonini. Ai produttori infatti viene data un duplice possibilità da Google, possono installare la versione pubblica ovvero open source, oppure una con licenza. Nella seconda, Google accompagna con App preimpostate al sistema operativo alcuni servizi come Gmail, Google Maps, Google Play Store. Huawei afferma che il suo sistema operativo potrebbe essere pronto entro l'anno. Ma per intenderci, ad ora, qualora il bando si concretizzasse, senza un sistema operativo proprio potrà usare solo la versione di Android, con i suddetti servizi ma senza le App incorporate e senza le funzionalità specifiche e gli aggiornamenti. E intanto non è un caso che società rivali del gruppo cinese, come la sudcoreana Samsung, stiano crescendo in Borsa. Gli esperti ritengono saranno avvantaggiate da questa situazione, rosicchiando a Huawey quote di mercato.

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