I soldi del piano Ue non arriveranno prima del 2021

29 mag 2020

Il piano per contrastare la crisi economica proposto dall'Europa, il Next Generation EU, è dotato in totale di 750 miliardi. Per mettere insieme una cifra così cospicua la Commissione chiederà i soldi in prestito ai mercati, emettendo titoli europei, quindi, debito comune e poi li girerà ai governi, privilegiando i paesi e i settori più colpiti. L'Italia avrebbe la fetta maggiore, oltre 170 miliardi, di cui 91 come prestiti e 82 come sussidi e per ottenerli dovrà presentare e rispettare un programma di riforme. I bond europei andranno rimborsati a partire dal 2028. Tolti i 250 miliardi che saranno erogati sotto forma di prestiti e quindi ripagati dai vari Stati, per rimborsare i restanti 500 miliardi, la Commissione farà ricorso in parte al budget comunitario a carico degli Stati Membri, come accade oggi con i Fondi Europei alcuni Paesi riceveranno più soldi di quelli che versano, con un vantaggio che nel caso dell'Italia potrebbe essere di alcune decine di miliardi. Soldi che sarebbero a fondo perduto. Ma l'Europa intende usare anche risorse proprie, che raccoglierà introducendo nuove tasse, in particolare sulle grandi aziende, sulle imprese che inquinano o sui giganti del web, dalle quali si aspetta di ottenere fino a 35 miliardi di euro all'anno. Bruxelles apre però anche alla possibilità che alla scadenza, il debito venga rinnovato con una nuova emissione di bond. Il problema però è che per vedere i soldi bisognerà aspettare il 2021. Il piano della Commissione che deve ricevere il via libera da tutti gli Stati Membri, procede in parallelo al budget comunitario, che va approvato entro fine anno e che fornirà la base di garanzie per permettere all'Europa di emettere titoli di stato. Insomma, per il 2020 saranno disponibili poco più di 11 miliardi del vecchio budget che scade a fine anno oppure, i 540 miliardi già approvati, del pacchetto che comprende, tra i vari strumenti, anche il MES.

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