Il nuovo bazooka di Draghi, da novembre nuovi stimoli

12 set 2019

Mario Draghi arriva al suo penultimo Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea sfoderano le armi pesanti, da novembre partirà un nuovo piano di acquisto titoli per dare una scossa a un'economia stagnante, alle prese con l'incertezza della guerra commerciale dei dazi e l'uscita del Regno Unito dall'Europa. “Il programma di acquisto titoli ripartirà a ritmo di 20 miliardi di euro al mese dal primo novembre. Il Consiglio direttivo si aspetta che procederà per tutto il tempo necessario a rafforzare l'impatto accomodante della politica sui tassi”. La BCE, quindi, riprenderà a comprare i bond degli Stati della moneta unica, così come ha fatto fino al dicembre scorso, senza però fissare una scadenza per tentare con più forza di rivitalizzare la crescita e far risalire l'inflazione verso il 2%, l'obiettivo fissato da Francoforte. L'intervento va a beneficio soprattutto di quei Paesi, come l'Italia, che hanno un debito pubblico molto alto, ma Draghi ha precisato che la scelta non è stata presa per finanziare gli Stati con problemi di bilancio e che la mossa è nel rispetto delle regole, respingendo così le critiche di coloro che, in primis Germania, Austria e Olanda, vogliono tenere ferma la linea del rigore. L'effetto pratico atteso è il calo degli interessi sui titoli governativi, in pratica finanziarsi sui mercati costerà meno. Dalla cassetta degli attrezzi, però, il numero uno dell'Eurotaur ha preso anche un altro strumento. “Il tasso di interesse sui depositi sarà tagliato di 10 punti base, a meno 0,50%”. In concreto vuol dire che le banche dovranno pagare un po' di più se vorranno lasciare i loro soldi nei caveau della BCE, si tratta di un disincentivo ad immobilizzare denaro, nella speranza che, al contrario, venga prestato più facilmente, rimettendo in moto l'economia. Con lo stesso fine arrivano nuovi maxi prestiti gli istituti, con incentivi a chi dà linee di credito a famiglie e imprese. Resta a zero il tasso d'interesse principale, quello per intenderci preso a riferimento anche per i mutui. Insomma super Mario impugna di nuovo quello che è stato soprannominato bazooka, armi di politica monetaria non convenzionali, che in passato hanno garantito la tenuta dell'euro e che fra meno di due mesi lascerà nelle mani di Christine Lagarde.

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