Ilva, Di Maio: nessuna immunità penale per ArcelorMittal

24 giu 2019

Di Maio chiude la porta alle richieste di ArcelorMittal sull'ex Ilva di Taranto. Accompagnato dai cinque Ministri Costa, Grillo, Lezzi, Bonisoli e Trenta per il contratto istituzionale di sviluppo per il rilancio della città, conferma la decisione di revocare l'immunità penale ai nuovi proprietari, provvedimento contenuto nel DL Crescita. Per l'impianto, fortemente inquinante, c'è un piano per ridurne l'impatto ambientale. La multinazionale indiana, sostenuta anche da Confindustria, aveva espresso preoccupazione perché senza l'immunità - aveva detto - sarebbe stato impossibile gestire lo stabilimento. “Mi aspetto che ci sia leale collaborazione con loro come c'è sempre stata su questo territorio. Io non sono assolutamente preoccupato della questione immunità perché noi siamo a disposizione con l'Avvocatura dello Stato, con tutti i nostri consulenti. Tutto quello che serve, siamo a disposizione per portare avanti quello stabilimento. Ma nel contratto che abbiamo firmato non c'era l'immunità. C'era la possibilità di avvalersi della cassa integrazione per eventuali riduzioni di produzioni, ma devono spiegarci perché per 1.300 persone”. E proprio in questi giorni è arrivato l'annuncio della cassa integrazione per 1.400 dipendenti, una preoccupante tegola che arriva in contemporanea all'annuncio dello stop per l'immunità penale e in un contesto di difficoltà generale nella produzione dell'acciaio. Al contempo, esiste il nodo drammatico dell'inquinamento che da sempre nella storia dello stabilimento ha messo in conflitto diritto al lavoro e tutela della salute. E' previsto un piano di sorveglianza sanitaria e un piano di bonifiche da seguire con un tavolo ad hoc. Alcune associazioni, in polemica con il Governo, sono tornate a protestare perché invece vorrebbero la chiusura dell'Ilva. “Noi, contemporaneamente con il piano di riconversione economica, vogliamo creare tutta una serie di condizioni affinché un cittadino di quest'area possa avere un'altra opportunità di lavoro. Se vogliamo ridare respiro a questo territorio, il progetto di riconversione non si fa in un giorno e neanche in un anno, è un progetto che avrà bisogno di tempo. Certo, se iniziavamo a vent'anni fa, oggi stavamo in queste condizioni”.

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