Indennizzi imprese, a maggior parte fra mille e 2mila euro

20 apr 2021

La maggior parte degli ultimi indennizzi, dati a imprese e altre partite IVA, colpite dalla pandemia, va dai 1.000 ai 2.000 euro a testa. Una cifra che potrebbe apparire bassa, considerata la situazione di sofferenza per tantissime attività economiche, ma che trova una spiegazione, nel meccanismo dei bonus deciso il mese scorso, col Decreto Sostegni. I primi pagamenti, sono stati avviati. Al 16 aprile risulta che a circa 1 milione, tra aziende, professionisti e lavoratori autonomi, si stanno distribuendo oltre 3 miliardi sugli 11 disponibili. In media, si tratta di 3.000 euro ciascuno, ma un'analisi più approfondita, ci fa capire che tre quarti dei beneficiari, hanno ottenuto, appunto, una cifra compresa tra i 1.000 e i 2.000 euro. Si tratta del contributo minimo, che va a chi ha avuto un calo del fatturato, inferiore al 30%, oppure ha avviato l'attività nel 2020 e non può fare un raffronto delle perdite, con l'anno precedente. In questa platea, che al momento appare la più corposa e che ha assorbito quasi 1 miliardo di euro, rientra anche chi probabilmente, aveva dichiarato poco al fisco, in modo da pagare meno tasse del dovuto e ovviamente chi ha evaso, prende un indennizzo minore, di quanto gli sarebbe spettato se fosse stato in regola. Escludendo i beneficiari di questo bonus forfettario, emerge quindi, che gli aiuti ammontano a quasi 6.500 euro a testa e che i settori, che hanno ricevuto più denari, sono quelli dei commercianti, delle attività di ristorazione e alberghiere, seguite dalle imprese manifatturiere e quelle dell'edilizia. Da sottolineare, infine, che pochissimi hanno chiesto il credito d'imposta, cioè, un sostegno sotto forma di sconto sulle tasse da pagare. Quasi tutti, hanno scelto il bonifico diretto, che va ricordato, è calcolato sul fatturato perso e non sui mancati guadagni effettivi.

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