Istat: prosegue la fase di debolezza dell'economia

05 lug 2019

Non è incoraggiante il quadro sull'andamento dell'economia che traccia l'ISTAT. L'ufficio di statistica si aspetta nel secondo trimestre un rallentamento nell'eurozona. Una previsione che potrebbe riflettersi sull'Italia, visto anche che, di recente, lo stesso ufficio di statistica ha paventato una flessione del nostro prodotto interno lordo fra aprile e giugno, in attesa dei numeri che certifichino lo stato di salute e la crescita, non resta che sottolineare come i segnali di ripresa internazionali vengano ritenuti episodici e che nel complesso le cose vadano peggio delle attese. L'industria italiana resta debole, ma per fortuna è un po' migliorato il potere d'acquisto delle famiglie e il mercato del lavoro con la disoccupazione scesa sotto il 10% a maggio. Bisogna sperare che questo colpo di reni dell'occupazione venga confermato e ai prossimi mesi, guarda anche il Ministro del Tesoro Giovanni Tria, che ha preannunciato un possibile aggiustamento dei conti anche per il 2020 dopo quello per l'anno in corso, da 7,6 miliardi. "È stata una correzione molto forte", ha ammesso il titolare dell'economia in Senato, riferendosi al bilancio di quest'anno, sul quale, così come sul prossimo, rimane comunque l'occhio vigile di Bruxelles, nonostante la decisione di non avviare la procedura d'infrazione. Con maggiori entrate fiscali e il congelamento della parte dei soldi destinati al reddito di cittadinanza e Quota 100, Roma porterà il deficit quest'anno al 2%. Ora la partita e la possibile trattativa con l'Unione si sposta sulla manovra da approvare entro dicembre. "Non sarà una legge di bilancio lacrime e sangue", ha promesso Tria, "ma il Governo deve trovare le risorse per evitare l'aumento dell'IVA, l'imposta sui consumi e al contempo i denari per finanziare la flat tax". "Sul taglio delle tasse si sta lavorando da un anno", piegato il capo di via XX Settembre, che per il momento non dà numeri, ma sottolinea come le rassicurazioni fornite all'Europa abbiano dato fiducia ai mercati, una condizione essenziale anche per avviare la riduzione delle imposte per le famiglie.

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