Ita al decollo tra proteste e incognite

14 ott 2021

A far decollare ITA Trasporto Aereo è lo Stato, proprietario della nuova compagnia che nasce dalle ceneri di Alitalia con una dote di 1,35 miliardi. Flotta più che dimezzata rispetto alla vecchia aviolinea tricolore e meno della metà dei dipendenti. Si parte con 45 destinazioni e 61 rotte, con l’obiettivo di aumentare entro quattro anni i collegamenti, raddoppiando personale e numero di aerei. In Patria saranno assicurati voli in 21 aeroporti, a cui si aggiungono le principali capitali europee e nordafricane, oltre a New York, Tokyo, Boston e Miami. In estate dovrebbero essere raggiunti anche Brasile, Argentina, Washington e Los Angeles. Nel frattempo, si cerca un partner, cioè un concorrente col quale allearsi per espandere il raggio di azione. Si naviga con prudenza perché quello del trasporto nei cieli è un mercato molto competitivo e la pandemia lo ha affossato. ITA raccoglie il testimone di Alitalia ma dovrà rompere col passato, il che vuol dire avere i conti in ordine ed evitare salvataggi con fiumi di denaro pubblico. Non erediterà i debiti della compagnia che va in pensione ma anche senza questa zavorra le incognite restano tante. A partire dallo storico marchio Alitalia: vestirà la nuova compagnia? La gara per aggiudicarselo è partita da 290 milioni di euro e nel primo round è andata a vuoto. ITA lo vuole ma sarebbe disposta a sborsare molto meno: circa 90 milioni. Ancora aperti, poi, molti altri dossier: dagli oltre 7.000 lavoratori Alitalia in esubero fino alla gestione dei rimborsi dei biglietti e voucher per i voli annullati.

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