Iva: rischio aumenti dal 2020

12 ago 2019

Tra fine settembre e metà ottobre il Governo deve approvare una serie di provvedimenti, dall'aggiornamento del DEF alla Legge di bilancio, che definiscono la politica economica per il 2020. Tra gli interventi più attesi c'è quello sull'IVA. Dal 1° gennaio prossimo l'aliquota ordinaria, che si applica, ad esempio, a elettrodomestici, mobili, telefonia, auto, salirà dal 22 al 25,2% e quella agevolata dal 10 al 13%. Questo secondo aumento colpirebbe moltissimi prodotti di largo consumo, dalla carne al pesce, dalle medicine all'elettricità per uso domestico, solo per fare alcuni esempi. Per evitarlo il Governo deve trovare 23 miliardi di euro. Un'impresa ardua, difficilmente alla portata di un esecutivo senza una solida maggioranza, perché qualsiasi strada si scelga (forti tagli di spesa, nuove tasse o sfida all'Europa sul deficit) implicherebbe decisioni politicamente impegnative. Ma se si andrà all'esercizio provvisorio, l'aumento dell'IVA dal 1°gennaio sarebbe inevitabile, con pesanti ricadute, stimate dai principali istituti, a partire dalla Banca d'Italia, su consumi e PIL, perché l'aumento dell'IVA si traduce in genere con l'aumento dei prezzi. I negozianti e i produttori possono decidere di assorbire una parte degli aumenti evitando che si riflettano sul prezzo finale e rimettendoci di tasca propria pur di non perdere clienti, ma è improbabile che possano farsi carico di incrementi così sostanziosi come quelli previsti. Di quanto potrebbero essere gli aggravi per i consumatori? Le stime parlano di svariate centinaia di euro in più all'anno nel caso in cui gli interi aumenti venissero scaricati sul prezzo finale. Facciamo un esempio: l'IVA sulla ristrutturazione di una casa salirebbe al 13% traducendosi in un aumento di 540 euro su una spesa prevista di 20 mila euro; un'auto da 15 mila euro con l'aumento dell'IVA al 25,2% costerebbe circa 400 euro in più. Per spese inferiori i maggiori esborsi sarebbero ovviamente più contenuti. Gli aumenti incideranno sulle tasche degli italiani a seconda delle abitudini di spesa. Se si acquistano per lo più prodotti di prima necessità, sottoposti ad IVA agevolata, quella al 4% per intenderci, che non sarebbe toccata, il proprio budget mensile potrebbe non subire particolari scossoni.

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