La crisi degli albergatori a Napoli

01 nov 2020

Potrebbe anche essere una lezione sulla precarietà della vita. Sembrava che tutto fosse scontato, che si poteva spendere, si poteva consumare, si pensava alle vacanze qua, le vacanze là. Ora bisogna stare con i piedi per terra. Mariapia, 85 anni, una vita passata nella gestione dei 3 hotel di famiglia, lei vive al Rex albergo del 1925. Stiamo tinteggiando le stanze ancora per far sentire vivi i dipendenti, sono tutti giovani, ci racconta. Al momento ospita solo una signora di Catania giunta a Napoli per stare vicino, seppur a distanza, alla sua famiglia positiva al covid. Abbiamo superato le guerre, superiamo anche questa, aggiunge ancora Maria Pia. Unica nota positiva: Stiamo facendo rete tra noi albergatori, ci racconta invece Benedetta, la nipote. C'è tanta sofferenza, lo vedo negli occhi delle persone con cui lavoro, negli occhi della mia famiglia, ed è veramente pauroso. C'è paura, c'è sofferenza, ma resilienza comunque. Napoli viene da un momento d'oro per il turismo, ci racconta Antonio Forzati, proprietario di Rinuccini Relais. Il turismo è un settore cruciale di questa città e le conseguenze sociali ed economiche potrebbero essere veramente drammatiche. Il settore alberghiero ha perso fino al 70%, gli aiuti tardano ad arrivare, a pagare sono i giovani imprenditori, ci dice invece il proprietario dell' hotel Santa Chiara, non c'è prospettiva neanche per il 2021. Il centro storico di Napoli diciamo che è da 10 anni che ha una crescita esponenziale del turismo, ha cambiato il volto di questo centro patrimonio dell'Unesco che è il fiore all'occhiello dell'esperienza del turismo a Napoli e quindi abbiamo deciso di condividere, cercheremo anche di poter fare qualcosa insieme perché ad investire sulla destinazione, perché la destinazione, significa rendere questo non far perdere ciò che abbiamo costruito e ciò è frutto degli investimenti fatti.

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