La legge di bilancio per il 2022: meno tasse e via Quota 100

20 ott 2021

Il Governo italiano ha inviato il documento programmatico di bilancio, è stato l'ultimo Paese in Europa a farlo, a mandarlo alla Commissione Europea, però l'ha inviato. Cos'è? Parliamo sostanzialmente dello scheletro della prossima manovra di bilancio. Quindi come il Governo e il Parlamento vogliono cambiare le tasse e la spesa pubblica per il prossimo anno. Andiamo subito allora a vedere quanto vale quest'anno la legge di bilancio, quanto varrà la legge di bilancio: 23 miliardi di euro. Una somma che può sembrare alta, ma in realtà è il valore più basso per una legge di bilancio dal 2018, perché quest'anno, questi anni, sappiamo che tanti decreti d'emergenza hanno stanziato dei soldi, decreto ristori prima, decreto sostegni poi e quindi non c'era bisogno di un intervento così grande evidentemente. Vediamo allora però la fetta più grande, cioè il taglio delle tasse, appunto, si tratta di circa 8 miliardi euro, quindi è la fetta più importante di questo intervento, non è però così grande tanto da darci il lusso, diciamo, di non scegliere. Infatti ci sono due ipotesi: il taglio dell'IRPEF, cioè i soldi in busta paga che soprattutto dipendenti e pensionati pagano e questa è la prima ipotesi su cui tutti sono sostanzialmente d'accordo, andrebbero a beneficiare soprattutto il ceto medio e il ceto anche medio-alto, diciamo questa volta, oppure il taglio dell'IRAP per le imprese, quindi questa è la seconda ipotesi. Ci sono poi degl'altri interventi, diciamo degni di nota, ma più piccoli come il rinvio della plastic tax e della sugar tax e anche il taglio dell'IVA sugli assorbenti femminili. Non c'è solo però il taglio delle tasse, ma c'è anche l'aumento della spesa pubblica, comunque la gestione della spesa pubblica e lo vediamo queste sono le misure di cui parliamo ormai da tre anni: Reddito di Cittadinanza e Quota 100, su cui anche la politica si divide di più. Reddito di Cittadinanza viene confermato, 1 miliardo in più per finanziarlo, perché ci sono sempre più persone che lo richiedono e che rimangono ancorate a questo sussidio, ma con più controlli per evitare le truffe. Quota 100 invece non rinnovata, perché sappiamo è costata molto e non ha aiutato, almeno questo dicono i dati, a trovare più posti di lavoro per i giovani, ma si va comunque verso un progressivo aumento dell'età pensionabile e si parla di quota 102-104, su questo la politica sta molto discutendo. Altro tema caldo è anche il Superbonus, quello sconto per appunto rifare le case, per ristrutturare gli immobili, esteso al 2023, come promesso anche nel Recovery Plan, ma solo per i condomini e quindi non per le villette, per le case singole che però valgono molto, valgono il 50% della spesa. Chi paga però tutto ciò, perché ovviamente i soldi non crescono sugli alberi, lo paghiamo noi, lo paghiamo con un debito che l'Italia ha deciso di fare maggiore nel 2022, rispetto a Grecia, Portogallo e Spagna, perché evidentemente la crisi lo richiede e quindi lo paghiamo noi appunto tra qualche anno. La manovra è finanziata con debito aggiuntivo permesso dalla maggiore crescita. Quindi questa è una scelta precisa, speriamo che pagherà nei prossimi anni con una maggiore crescita.

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