La scelta di Draghi, i dossier che aspettano una risposta

11 feb 2021

Sono molti i dossier che si ritroverebbe sul tavolo Mario Draghi nella veste di Presidente del Consiglio, primo fra tutti il recovery plan. Entro il 30 aprile bisogna specificare nel dettaglio i progetti da finanziare, stabilire chi gestirà i fondi europei e indicare come rendere più efficienti fisco, giustizia e burocrazia. Sugli investimenti a linea resta quella dettata da Bruxelles col fulcro all'ambiente e la necessità di avviare i cantieri, prendendo a modello, ha indicato Draghi durante le consultazioni, quanto fatto a Genova col ponte Morandi. Sulle riforme abbiamo qualche indizio su ciò che l'ex Presidente della banca centrale europea ha in mente: non si è parlato di nuove tasse, ma di rendere più eque le imposte sul reddito, mentre sfuma l'ipotesi della flat tax, così come quella di nuovi condoni in modo da rafforzare la lotta all'evasione. Burocrazia e giustizia devono diventare più snelle per evitare che si rallenti l'economia, ma ci sono altre questioni che hanno bisogno di una soluzione rapida. Il blocco dei licenziamenti, per esempio, che scade a fine marzo. Questa misura non sembra in linea con le ricette suggerite Draghi nei mesi scorsi. Favorevoli invece aiuti per permettere a chi perde lavoro di trovare un'altra occupazione in imprese sane. Una filosofia che si ripercuoterebbe sul meccanismo degli inizi alle aziende che nel prossimo futuro potrebbero essere più selettivi. Altro punto cruciale quello dei vaccini, per Draghi bisogna accelerare, impiegare più personale nella distribuzione e dare priorità al personale dell'istruzione, anche nell'ottica di poter allungare l'anno scolastico e recuperare quanto perso a causa della pandemia.

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