La situazione economica che il Governo si troverà di fronte

11 feb 2021

Di solito a gennaio si elaborano i dati dell'anno appena concluso e a inizio febbraio si tirano le somme. Quelle dell'anno orribile 2020 non riservano sorprese positive: sono, senza giri di parole, pessime. Il prodotto interno lordo è crollato di quasi il 9% rispetto al 2019. Nenche nella crisi finanziaria di 10 anni fa o nella recessione post boom degli anni '70 si erano registrati numeri peggiori. La pandemia da coronavirus ha presentato un conto pesante per la nostra industria. La produzione complessiva è calata dell'11,4%, per un dato peggiore bisogna tornare al crollo globale del 2009. Tra i diversi settori spiccano il -28,5% registrato da tessile e abbigliamento, il -18,3% delle auto. Abbiamo fatto peggio dei nostri partner europei, specie della Francia, che contiene il calo a -5 %. Il nuovo Governo dovrà fronteggiare anche un mercato del lavoro in gravi difficoltà, tenuto artificialmente a galla da quasi un anno di blocco dei licenziamenti in scadenza il 31 marzo. Nonostante il quale nell'anno solare sono stati persi 444000 posti di lavoro, il tasso di disoccupazione si attesta al 9 %. Paradossalmente un punto in meno di fine 2019, ma solo perché sono aumentate le persone che un lavoro non lo cercano neanche più e quindi non vengono conteggiate tra i disoccupati. La percentuale degli italiani attivi è scesa infatti dal 59 al 58% nell'ultimo anno, sommandoli a chi è in cerca di lavoro si arriva al 67 %. Vuol dire che esattamente un terzo della popolazione è inattivo, vuoi perché pensionato, vuoi perché vive di sussidi e l'onda lunga del 2020 rischia di sommergere anche il nuovo anno. Secondo lo studio del Cerved 115000 imprese sono ad alto rischio fallimento. Il tasso di pericolo di insolvenza è salito dal 4,5 al 6 %, un terzo in più.

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