La web tax resta nel limbo dietro la minaccia di dazi Usa

23 gen 2020

Resta nel limbo la tassa sui colossi digitali. Il sistema messo a punto dall'Italia per evitare che i giganti del calibro di Google, Facebook ed Apple continuino a pagare pochissime imposte, dribblando le leggi, resta, di fatto, congelato. Il motivo è che l'imposta entrata in vigore il primo Gennaio, ma le società dovranno versarla solo a partire dall'anno prossimo e non è detto che questo avverrà davvero, perché dietro la minaccia dell'America di Donald Trump, di darsi all'importazione sulle auto europee e altri beni come Vino, pasta e olio, la Web tax è diventata materia di trattativa. Dice il Ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri, da Davos, dove si tiene il Forum economico internazionale. Noi vogliamo avere una soluzione globale. Se la soluzione globale non verrà trovata. Noi andremo avanti sulla nostra linea nazionale. In pratica, la Web tax, approvata con l’ultima manovra dopo vari tentativi, nel recente passato, avrà effetti, se non si troverà un'intesa internazionale per evitare l'elusione fiscale delle multinazionali di internet, quasi tutte a stelle e strisce. Una soluzione comune si cerca da anni, ma la forte opposizione di alcuni Paesi all'interno dell'Unione europea e dell'Ocse, l'organizzazione delle Nazioni più industrializzate, finora non ha permesso di trovarla. La questione non riguarda solo il nostro Paese. Anche Regno Unito e Francia hanno un balzello simile al nostro, nel cassetto. Londra prevede di stringere le maglie sui colossi digitali da aprire. Ma nel mezzo c'è la Brexit e tutto potrebbe essere messo in discussione con le negoziazioni che si dovranno avviare con la Casa Bianca. Parigi ha pronta una tassa analoga alla nostra, ma intanto ha firmato una tregua con Washington, evitando tariffe su 2,4 miliardi di dollari di beni esportati oltre oceano. La Web tax transalpina ha promesso Il Ministro dell'Economia, Bruno Lemer, sarà avviata se non ci sarà l'accordo internazionale entro la fine dell'anno. Un termine che coincide con Le elezioni americane, per le quali corre Trump, che, sino a non molto tempo fa accusava Amazon di pagare troppe poche tasse.

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