Lavoro, Draghi: Necessaria vera parità di genere

18 feb 2021

È stato uno dei passaggi più applauditi dai senatori, quello della parità di genere. "Nel nostro Paese", ha detto Mario Draghi, "il divario fra uomini e donne nel lavoro è ancora troppo ampio, bisogna superare il formale, talvolta ipocrita rispetto delle quote rosa per garantire davvero parità di condizioni". L'obiettivo è aumentare l'occupazione femminile, ridurre le differenze nei salari e fare in modo che non si debba scegliere tra famiglia e carriera. La pandemia ha aggravato il quadro degli oltre 400000 posti persi dall'arrivo del virus in Italia, più di 300 mila riguardano donne. Un'emorragia che si spiega anche per il fatto che sono stati precari e autonomi finora a pagare il prezzo più alto della crisi. Ci sono più donne che uomini, impiegati part-time e spesso si tratta di una scelta obbligata dall'assenza di strutture sufficienti per i figli come gli asili nido. Al di là dell'emergenza sanitaria il nostro è uno dei Paesi europei con la più bassa percentuale di donne con un impiego. Se si colmasse il divario di genere nell'Italia guadagnerebbe 88 miliardi di prodotto interno lordo l'anno. Con una crisi profonda come quella che viviamo si capisce quindi che la parità non è solo una questione ideologica. Le donne italiane studiano di più degli uomini, ma sono ancora poche quelle con una laurea scientifica, in ingegneria per esempio, sono solo il 26 %. In ogni caso, stentano a raggiungere posizioni di vertice nelle aziende e sono pochissime quelle che dirigono grandi imprese. Una situazione che influisce sulla busta paga. Gli uomini guadagnano di più anche se ricoprono lo stesso ruolo delle loro colleghe, un solco che nel settore privato vale il 20%. È come se una donna lavorasse un anno intero, ma prendesse lo stipendio a partire da metà marzo.

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