Le previsioni economiche citate da Draghi nel suo discorso

17 feb 2021

L'emergenza pandemica per i prossimi mesi è sotto gli occhi di tutti, quella economica si può riassumere così, l'Italia è messa peggio dei suoi partner più vicini, sia nei numeri dell'anno orribile 2020, sia nelle previsioni che non sempre ci prendono per carità, ma che più di un campanello d'allarme lo suonano, di recente la commissione europea ha pubblicato uno studio secondo cui i paesi dell'unione ci impiegheranno due anni per tornare ai livelli di Pil pre-pandemia, il cui effetto negativo sarà quindi riassorbito solo alla fine del 2022, tutti tranne Spagna, Grecia e Italia, non è un caso che i 3 principali paesi mediterranei arranchino, erano più deboli già prima dell'epidemia e pagano più degli altri il collasso del settore turismo e non è un caso neanche forse che il premier Draghi abbia nominato un apposito ministro del turismo, il leghista Garavaglia, estrapolando la delega dal Ministero dei beni culturali per cercare di rilanciare un settore che vale il 13% del Pil, ma che vede stime di contrazione in doppia cifra anche per il 2021, anno in cui il Pil italiano dovrebbe crescere, secondo Bruxelles, del 3,4 %, meno della media europea e di molti dei suoi vicini, crescita asfittica con effetti negativi sull'occupazione, nell'Unione europea a fine 2020 il tasso dei senza lavoro era salito al 7,5% dal 6,5 di un anno prima, in Italia siamo entrati nel nuovo anno con un 9% che senza blocco dei licenziamenti prometteva di essere ben più pesante. E le premesse per il primo trimestre dell'anno non sono rosee, con la campagna vaccinale che procede a rilento in molti paesi e gli ultimi dati sulla produzione industriale della zona euro che confermano la difficoltà a ripartire, meno 1,6% a dicembre, giusto per chiudere col segno meno l'anno orribile.

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