E' tutto un gran parlare di tetto al prezzo del gas, un prezzo massimo appunto per l'acquisto del gas naturale per ridurre le nostre bollette. Ma nessuno in realtà ha mai spiegato come potrebbe essere disegnato, ne il Governo italiano, ne la Commissione Europea. Allora andiamo a vedere le diverse ipotesi in maniera semplice però, insomma il tema è molto complesso quindi, andiamo a spiegarlo. Allora, la prima ipotesi è quella più intuitiva: cioè l'Unione Europea dovrebbe dire ai produttori di gas naturale, Russia compresa, "al massimo pago questa cifra. E questo ovviamente taglierebbe gli incassi dei produttori che stanno facendo grandi profitti, soprattutto della Russia, ovviamente e ridurrebbe le nostre bollette. D'altra parte però sarebbe anche una violazione dei contratti perché i contratti per esempio quelli che abbiamo stipulato appunto con la Russia, ebbe scritto il prezzo e questo andrebbe a essere violato. Quindi ci esporremmo a rischi di ritorsioni e di riduzione dei flussi di gas e poi c'è il problema di tutti quegli altri produttori di gas, il Qatar, gli Stati Uniti, l'Algeria, cui abbiamo chiesto in ginocchio quasi o comunque con grande fervore di fornisci più gas che insomma si vedrebbero il prezzo ridotto, e potrebbero venderlo ad altri Paesi: alla Cina, al Giappone eccetera. Quindi insomma, quello è un tema da verificare e poi invece sono altre ipotesi che sono più interne all'Unione Europea, questa per esempio prevede un prezzo massimo di vendita non di acquisto. E cosa vorrebbe dire ? Vorrebbe dire che le aziende energetiche europee continuerebbero a ad acquistare il gas ai valori di mercato ma poi venderebbero l'energia prodotta e il gas per riscaldare le nostre case a un prezzo ridotto all'interno dell'Unione Europea. Chi però dovrebbe pagare questa differenza ? Beh dovremmo pagarla noi, perché veramente non ci sono pasti gratis qualcuno deve pagare quella differenza, e si potrebbe fare per esempio con una tassa Europea. Quindi in questo caso avremmo bollette si più basse, ma una tassa o una misura per appunto pagare questa differenza e poi non avremmo nessun effetto sulla Russia, perché continuerebbe a incassare gli stessi soldi di prima. Altra ipotesi un pochino diversa da questa è l'ipotesi iberica, perché è stata adottata gia da Spagna e Portogallo. In questo caso avrebbe la stessa cosa, però solo per le bollette elettriche, solo per l'elettricità. E quindi si spezzerebbe diciamo quel meccanismo che funziona oggi per cui il gas, il prezzo del gas, determina tutto il prezzo dell'energia elettrica. In questo caso avremo bollette più basse ma sarebbe difficile da applicarla in tutta l'Unione Europea. E' stato fatto per adesso solo in Spagna e in Portogallo e anche qua non avremmo effetti sulla Russia e dovremmo anche comunque come contribuenti pagare la tassa per compensare i produttori. C'è poi una quarta ipotesi più teorica però insomma, molto apprezzata dagli economisti sul fatto che la Russia dovrebbe pagare una tassa, una tariffa, un dazio per vendere il suo gas e lo dovrebbe fare sarebbe obbligata perché comunque come sappiamo, tutti i tubi russi sono puntati verso l'Europa. Non potrebbe venderlo alla Cina o almeno non in tempi brevi. In questo caso ci sarebbe un tesoretto, dalle entrate fiscali per i Paesi Europei non qualcosa da pagare però il prezzo del gas russo rimarrebbe sempre molto molto elevato e quindi insomma anche qua ci sono rischi di ritorsione da parte della Russia e il prezzo del gas che appunto rimane elevato. Insomma le ipotesi sono tante e come vediamo ognuna di queste prevede sia dei passi in avanti sia però dei gravi punti negativi dei Grandi, contro che fanno appunto fatica e spiegano anche il motivo per cui l'Europa non ha ancora trovato un accordo sul tetto al prezzo.























