Le prime sanzioni europee alla Russia risalgono al 2014, quando Mosca annette la Crimea, quasi senza sparare un colpo e l'Unione Europea sanziona 21 Funzionari. I primi provvedimenti sono quindi ad personam divieto di viaggio in Europa e congelamento di alcuni beni, è un assaggio di quanto accade nel 2022. Qualche ora prima dell'invasione dell'esercito russo arriva la prima risposta al riconoscimento da parte del Parlamento di Mosca delle due Repubbliche Separatiste di Donetsk e Lugansk. Infatti i sanzionati sono i 351 membri della Duma. Subito dopo il 24 febbraio, l'Unione vara in pochi giorni altri due pacchetti, dalle restrizioni contro le singole persone: Putin, oligarchi, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, si passa gradualmente ai rapporti commerciali con la Russia. Col terzo pacchetto si bloccano le operazioni con la Banca Centrale Russa e si estromettono sette importanti banche dal circuito internazionale di pagamenti, lo Swift. Vengono però risparmiati gli istituti che, come ad esempio Gazprom Bank, incassano i soldi della vendita di gas. Il metano fin da subito resta il grande tabù di queste sanzioni vista la dipendenza, con gradi diversi, di molti Paesi dell'Unione dalle fonti di energia di Mosca. Solo col quinto pacchetto in aprile, si inizia a intaccare il settore delle materie prime con lo stop al carbone russo che entra in vigore però solo il 10 agosto. Il sesto pacchetto a giugno contiene le prime restrizioni al commercio di petrolio ma con molta cautela, ad esempio il divieto di importare greggio russo vale solo dal 6 dicembre e solo per il trasporto via nave, non tramite oleodotto. Col settimo pacchetto, in luglio, si introduce lo stop all'acquisto di oro con l'ottavo, a ottobre, arriva il tanto dibattuto tetto al prezzo del petrolio russo, ancora acquistabile, ossia non quello trasportato via mare e si amplia l'elenco di prodotti e tecnologie stoppati, perché potrebbero rafforzare l'esercito di Mosca. In questo solco arriva a dicembre anche il nono e ultimo pacchetto per limitare le esportazioni di beni cosiddetti "a doppio uso" utilizzabili cioè sia in campo civile che militare come ad esempio i motori per i droni. E il gas? Dopo mesi di discussione, Bruxelles riesce ad approvare il tetto al prezzo che entra in vigore il 15 febbraio 2023. Praticamente a un anno dallo scoppio della guerra.























