L'epidemia frena lo sviluppo sostenibile

08 ott 2020

Tagliare quasi 20 miliardi di sussidi dannosi all'ambiente coi bonus fiscali che favoriscono l'utilizzo per esempio del diesel, avrebbe un impatto basso sul Pil dell'Italia e i soldi risparmiati potrebbero essere utilizzati per abbassare in modo permanente il costo del lavoro, con effetti positivi sull'occupazione. È questa una delle proposte dell'Asvis, l'alleanza per lo sviluppo sostenibile per fare passi avanti già con la prossima manovra verso l'economia verde. Il ritocco delle detrazioni inquinanti è nell'agenda del governo, ma ancora non c'è nulla di concreto e negli ultimi tempi l'Italia a causa della crisi sanitaria ha frenato il suo cammino verso gli obiettivi sanciti degli accordi internazionali da raggiungere entro il 2030. Quest'anno stima l'Asvis nel suo ultimo rapporto, si è fatto poco per contrastare le disuguaglianze, migliorare l'istruzione e la parità di genere, l'innovazione e con vari provvedimenti anti Covid si sarebbe potuto porre più attenzione ai pilastri dello sviluppo sostenibile, come l'ambiente digitale che rappresenta il cuore del recovery fund. Gli oltre 200 miliardi di aiuti comunitari messi a disposizione dell'Italia, però, secondo il portavoce dell'Asvis Enrico Giovannini, non saranno sufficienti a farci raggiungere in 10 anni gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Dobbiamo orientare in questa direzione anche i fondi nazionali. Questo è esattamente quello che ci chiede anche la Commissione Europea.

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