Una crescita che salva la nostra economia. Questo, di fatto, da 10 anni è l'export italiano che continua a crescere nonostante le incertezze e le diverse minacce al commercio mondiale, dalla Brexit dalla guerra commerciale USA Cina. Il Rapporto Sace Simest racconta di una crescita al 3,4% nel 2019, che diventerà del 4,3 nel triennio successivo, arrivando a superare il valore di 500 miliardi di vendite nel 2020. “L'export è il pilastro su cui poggia l'economia nazionale. Senza il contributo dell'export si sarebbero ridotte le dimensioni di 7 punti percentuali. Questo le dà l'idea di quanto l'export ha contato per l'economia italiana”. Dunque, l'export è il motore della nostra economia, senza saremmo in recessione. Al di là delle preoccupazioni per il futuro, legate al rallentamento dell'economia cinese e alla possibile guerra dei dazi tra l'America di Trump e la Cina o alla Brexit, ci sono comunque degli ambiti di miglioramento, come il rapporto con la Germania, che è il nostro primo partner commerciale. “Molte delle nostre aziende sono fornitori di aziende tedesche, quindi, se la Germania rallenta, anche i nostri esportatori che si dirigono su quel mercato un pochettino soffrono”. In generale, l'export italiano cresce a valori superiori a quelli della crescita del commercio mondiale da 8 anni, dunque una super performance, ma ci sono differenze: i paesi con le migliori prospettive per il futuro, ad esempio, sono l'India, il Brasile e gli Emirati Arabi, che, da soli, nel 2022 rappresenteranno una maggiore domanda di beni per 2,5 miliardi, ma, in assoluto, l'area dove stiamo crescendo di più è l'Africa subsahariana, dal Sudafrica, al Senegal e al Ghana, anche se qui i volumi sono più bassi. Le turbolenze geopolitiche dalla Libia alla Siria e alla Turchia hanno portato, invece, ad una contrazione dei traffici con il Medio Oriente, tradizionalmente e geograficamente importanti per l'Italia. “Io suggerirei a tutti gli imprenditori e alle imprenditrici di guardare, invece, l'aspetto positivo di quello che noi vediamo, delle crescite sui nuovi mercati, dove l'Italia, con le sue tecnologie, può giocarsela alla grande”. Insomma, per la nostra economia il futuro è roseo solo se le nostre imprese continuano ad esportare e, anzi, è il caso che lo facciamo sempre meglio.