Manovra, allo studio controlli fiscali automatici e anonimi

29 ott 2019

Per partecipare alla lotteria degli scontrini, che partirà a gennaio, il signor Rossi dovrà registrarsi su internet, ottenendo in cambio un codice che poi presenterà al negoziante che gli staccherà la ricevuta e parteciperà alla riffa. Perché il Governo sta pensando a questa procedura informatizzata? Per evitare che il nostro signor Rossi dia il suo codice fiscale al commerciante e che questo possa cadere in mani sbagliate o più in generale a violare le regole che tutelano la riservatezza. Si tratta solo di un esempio di come l'esecutivo voglia utilizzare il metodo che sta studiando per riuscire nell'intento di contrastare l'evasione e recuperare l'anno prossimo tre miliardi, senza incorrere nei veti del Garante della Privacy. Il sistema che dovrebbe essere messo a punto con la legge di bilancio, proteggerebbe l'anonimato dei contribuenti, evitando falle come quelle accadute in passato che hanno permesso la diffusione di una miriade di dati relativi a patrimoni e imposte. Il nuovo meccanismo che ha un nome da scioglilingua “evasometro anonimatizzato” o più semplicemente, si fa per dire, “anoninometro” ha infatti una funzione più importante, dovrebbe semplificare il lavoro nello scovare chi non paga le tasse, permettendo di incrociare milioni di informazioni finanziarie e fiscali in modo automatico. A ogni contribuente sarebbe assegnato un codice, questa sequenza di numeri su input della Guardia di Finanza o dell'Agenzia delle Entrate potrebbe essere analizzata senza scoprire l'identità, mentre viene fatta viaggiare da uno dei database esistenti all'altro, mettendo in luce eventuali anomalie come un forte scostamento tra redditi dichiarati e spese sostenute. Insomma, sarebbe possibile effettuare controlli di massa, grazie a programmi digitali, in poco tempo per avviare accertamenti più approfonditi.

pubblicità
pubblicità