I nodi sulle modifiche alla manovra non sono ancora sciolti. Prosegue la caccia alle risorse per i ritocchi che, come più volte rimarcato da Palazzo Chigi, non devono sballare i conti. Tra i possibili cambiamenti si rafforza quella di non aumentare dal 21 al 26% l'imposta sugli affitti brevi. Nella maggioranza sarebbero infatti tutti d'accordo per non alzare il balzello su chi mette in locazione una sola casa. Intanto in Parlamento sono state escluse circa un terzo delle per integrare la manovra. Ne restano da discutere dunque oltre 300. Fra queste c'è la tassa agevolata sull'oro da investimento, cioè lingotti e monete senza certificato di provenienza che frutterebbe circa 2miliardi. L'idea di permettere a chi non ha un documento che ne attesti il possesso di sanare questa mancanza pagando il 12,5% del valore. Un vantaggio perché oggi in caso di vendita si versa all'erario il 26% di quanto si incassa, a prescindere che si realizzi un guadagno. Va avanti la proposta di portare sotto il diretto controllo dello Stato le riserve auree della Banca d'Italia, custodite per poco meno della metà all'estero. Si tratta di 2500 tonnellate di metallo giallo per un valore di 200miliardi praticamente intoccabili, perché venderne una parte potrebbe destabilizzare il paese sui mercati. Cassata per mancanza di copertura. finanziarie, la vendita di quote del MES, il fondo per prestare i soldi agli Stati europei in difficoltà economiche in cambio di aggiustamenti di bilancio, che avrebbe liberato 15miliardi. Ammissibili quasi tutte le varie proposte che prevedono la riapertura dei condoni edilizi del 2003, del 1994 e del 1985. Inammissibile invece la riscrittura del piano casa che intendeva dare priorità ai giovani, alle coppie, ai separati e agli anziani. Resiste il taglio del canone Rai che verrebbe abbassato da 90 a 70 € all'anno dal 2026. .























